LA VILLANELLA - Johannes Hieronymus Kapsberger (c. 1580 - 1651)

la_villanellaTitolo: La Villanella
Autore/i: Johannes Hieronymus Kapsberger (c. 1580 - 1651)
Esecuzione: Johannette Zomer (soprano), Pino de Vittorio (tenore), Hans-Jörg Mammel (tenore), L'Arpeggiata, Christina Pluhar (direzione)
Luogo e Data di Registrazione: 
Cappella dell'ospedale di Notre-Dame de Bon Secours, Parigi, giugno 2000
Produzione: Alpha
Anno di produzione: 2011
Prezzo: Euro 22,00
Disponibilità: In commercio

Della vita di Johannes Hieronymus Kapsberger si conosce pochissimo. Figlio di una nobile famiglia tedesca, il padre era colonnello al servizio della casa d’Austria, nacque a Venezia, probabilmente nel 1580, dove rimase fino ai primi anni del 1600. Da qui si trasferì a Roma al servizio della potente famiglia Barberini, in qualità di compositore, tiorbista e liutista, dove operò assieme a Girolamo Frescobaldi e Luigi Rossi. Maffeo Barberini, divenuto papa Urbano VIII, gli permise di ottenere un incarico ufficiale alla corte papale. La fama e la fortuna di cui godette furono legate all’originalità delle sue composizioni ed al grande virtuosismo come suonatore di tiorba, al punto da essere chiamato Tedesco della tiorba. L’elegante CD della Alpha raccoglie diverse composizioni tratte dalle opere profane di Kapsberger, attingendo al vasto repertorio di villanelle, arie, balli e intavolature, offrendoci un saggio della indiscutibile originalità di questo compositore. Christina Pluhar, a capo de L’Arpeggiata, ha organizzato i brani raccolti in questo CD inventando una storia d’amore con tre personaggi: due pretendenti, impersonati dai due tenori Pino de Vittorio e Hans-Jörg Mammel, cercano con l’arte del loro canto di aggiudicarsi i favori di una bella, il soprano Johanette Zomer. La storia così concepita è suddivisa in tre parti intitolate: pensieri amorosi, dolente partita e alle nozze. Nella prima i due tenori dedicano le loro villanelle all’amata, nella seconda parte quest’ultima rinuncia ad una scelta definitiva con grande disperazione dei pretendenti per dichiararsi alla fine, in segreto, a colui che preferisce, e nella terza tutto finirà in un invito a nozze con canti e balli. Il risultato di questa operazione è molto gradevole e raffinato. E’ sorprendente la modernità di molte delle villanelle e delle arie, per altro splendidamente eseguite da L’Arpeggiata, sempre attenti ad esaltarne l’eleganza e la ricercatezza degli accompagnamenti. La complessità delle intavolature, peraltro, ci mostra la padronanza che Kapsberger aveva della tiorba, del liuto e del chitarrone. Molto diverse le voci dei due tenori, più impostata quella di Mammel che meglio si adatta al madrigale, all’aria e al canto ribattuto, più cruda quella di de Vittorio, perfetta per le villanelle. Dolce ed aggraziata la voce di Johanette Zomer, la bella.

La Villanella è un CD di facile ascolto che ha il pregio di farci scoprire un autore poco frequentato come Kapsberger ma soprattutto ci porta alla radice della canzone, così come la intendiamo oggi. Bene ha fatto Christina Pluhar ad inventare una storia d’amore come sfondo alle arie prescelte, perché queste contengono già al loro interno tutte le belle canzoni d’amore che verranno scritte da qui in poi. E’ davvero sorprendente la scoperta di quanto ci appartengano queste musiche, è come se le avessimo sempre ascoltate perché fanno parte del nostro bagaglio culturale e di costume. Avrilla mia, che illustra benissimo lo stile della villanella, è anche una stupenda canzone d’amore, al pari di O fronte serena, Ite sospiri miei, Alma mia dove t’en vai. Accanto a queste composizioni vocali compaiono anche pagine strumentali melodiche, dolcissime e struggenti come la Passacaglia e L’Arpeggiata insieme a brani orchestrali di grande virtuosismo, come la Sinfonia 18, caratterizzata da continui cambi di tempo, da dissonanze e da un accompagnamento complesso e variato. Alle radici della nostra tradizione meridionale va direttamente la trascinante Tarantella di Sannicandro. Il CD si chiude con la "ninna nanna" Figlio dormi, una villanella su un delicato testo del XIV secolo, un capolavoro di semplicità ma con una scrittura musicale di estrema raffinatezza che evidenzia l’alto livello artistico raggiunto da questo genere musicale. L’ensemble L’Arpeggiata è una tra le tante piacevoli sorprese cui fortunatamente ci stanno abituando i diversi gruppi di nuova formazione sorti negli ultimi anni, formati da ottimi musicisti con idee innovative non solo nella prassi interpretativa ma anche nella scelta del repertorio che affrontano. Ecco quindi un fiorire di esecuzioni di alto livello di cui va dato merito anche a piccole case come la Alpha, in grado di proporre prodotti ricercati e di ottimo livello. Esaurienti sono le informazioni del libretto, anche se come al solito, solo in francese, inglese e tedesco. Da apprezzare anche le note sul Domenichino, la cui Madonna col Bambino, e i Santi Giovanni Evangelista e Petronio è stata utilizzata in copertina.
Commento di Silvano Santandrea estratto dal sito web dell'Associazione Culturale Orfeo nella Rete.

Elenco dei brani:
- Avrilla mia.
- O fronte serena.
- Occhi soli d'amore.
- Sinfonia 9.
- Ite sospiri miei.
- Sonino, scherzino.
- Io parto.
- O cor sempre dolente.
- L'Arpeggiata.
- Galliarda prima.
- Passacaglia.
- Alma mia, dove t'en vai.
- Sinfonia 8.
- Lacrime estreme.
- Sinfonia 15.
- Tu che pallido.
- Senso fallace.
- Che fai tu.
- Sinfonia 18.
- Ai conviti, alle nozze.
- Tarantella di Sannicandro.
- Figlio dormi.

 


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