E BI' E BA'

E_Bi_e_Ba_pTitolo: E bì e bà.
Canto e ballo sul tamburo nell'area napoletana.
A cura di Mario Orabona.
English translation on website www.intrecciata.it
Produzione: Bologna, Erosha, per le Edizioni L'Intrecciata di Napoli.
Anno di produzione: 2005
Prezzo: Euro 20,00

In alcune zone del napoletano è radicata una particolare forma di canto che si sviluppa su un ostinato accompagnamento ritmico. La funzione di questa pratica musicale è accompagnare il ballo. I cantatori sul tamburo utilizzano un repertorio orale di testi in endecasillabi denominati canzoni.

Questi componimenti non raccontano una "storia" ma evocano situazioni o esprimono sentimenti che possono essere tanto di natura amorosa, quanto di sdegno, invettiva, scherno, satira ecc.
Quando è "recitata" al di fuori dell'esecuzione musicale, la canzone si presenta come una strofa unica, formata da un numero definito di versi.

Quando le canzoni vengono "cantate sul tamburo", più l'interprete è bravo, più il testo poetico si trasfigura, in virtù di procedimenti retorici (reiterazione ed amplificazione) ed elaborativi (interpolazioni e spezzature) che comportano una sua estemporanea ed irripetibile reinvenzione rispetto alla forma del modello recitato.
Un tamburello (tammurrë) di grandi dimensioni è lo strumento che sostiene il canto nell'accompagnamento della danza. La pratica strumentale è caratterizzata da una complessità esecutiva sorprendente. Per l'alto grado di perizia musicale richiesta è riservata a pochi suonatori specializzati, costituenti una èlite di virtuosi.
Cantare e ballare sul tamburo rappresenta ancora oggi, per ciò che rimane della popolazione di estrazione contadina, il momento espressivo culminante della festa religiosa. Ad esserne interessato è soprattutto l'istituto del pellegrinaggio, legato essenzialmente al culto mariano.
In Campania vengono venerate varie immagini mariane, che rimandano alla storia specifica di singoli culti. I santuari mariani sono ancora oggi meta di un articolato itinerario di feste che interessano prevalentemente classi rurali e strati marginali della popolazione urbana e periferica napoletana.


Il Cd rappresenta la sintesi di un grosso lavoro di ricerca svolto da Gabriele D'Ajello Caracciolo e Mario Orabona dai primi anni 90 al 2003 e si svolge come un viaggio nella tradizione popolare raccontato dagli anziani protagonisti di questo mondo.

Un unico racconto, diviso in tracce solo per la fruibilità dell'ascolto, fatto di canti, di voci, di racconti, dei rumori della festa, dei saluti espressioni di un percorso attraverso le feste rituali vissute in prima persona dai protagonisti e dai ricercatori.

Molte le registrazioni sul campo, a cui si sono aggiunte registrazioni di studio tese a rendere l'alta qualità musicale dei cantatori e suonatori.

Perno fondamentale nel lungo lavoro di interviste e ricerche è stata la figura di Raffaele Inserra, virtuoso suonatore di tamburo, riconosciuto come tale da tutti gli anziani, erede delle più antiche modalità d'uso dello strumento.

Con lui si comprende come suonare un tamburo a cornice è una pratica strumentale caratterizzata da una sorprendente complessità esecutiva che ipnotizza e a volte scoraggia quanti in modo estremamente superficiale si avventurano in quest'arte.

Il CD è corredato da un libretto di 60 pagg. con i testi di tutto il racconto, canzoni, interviste, dialoghi, etc., trascritti in dialetto e poi tradotti in italiano. Una chicca: sul sito è presente la traduzione in inglese di tutti i testi! Il libretto è poi ricco di fotografie che sottolineano spesso in modo autonomo il percorso di ricerca.

Elenco dei brani:
Prologo
Apertura
Dint'a stu viche che 'ddore che 'ddore (canto sul tamburo)
Salita a Montevergine
Sere passaje pe natele belle (canto sul tamburo)
Canzoni d'amore e di sdegno
So' destinate me voglie partire (canto sul tamburo)
Canzone a parola
Avvocata
Feneste ca' lucive e mo' nun luce (canto sul tamburo)
Festa a castello
Rituale
E bì e bà
Donne e cortili
Bella figliole ca te chiame Rose (canto sul tamburo)
Vita di San Guglielmo
Tammurriata nera
Aggie sapute ca mo' te 'mmarite (canto sul tamburo)
Finale

 


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