ALBERTO AMATO. VOL. I E II

Alberto_Amato_pTitolo: Alberto Amato. Vol. I e Vol. II
Interprete/i: Alberto Amato
Autore: Vari
Produzione: Napoli, Phonotype Record
Anno di produzione: 2005
Prezzo: Euro 15,00 cadauno

 

Elenco dei brani:

Volume 1.
Silenzio cantatore
'O palummaro
'A sigaretta
Senza parlà'
Magia
Carcerato
'A luna d'o paraviso
Melluna'
Dimme a che ora
Palomma d'o mare
Pullecenella
'O segreto 'e Napule
Canario carcerato
L'acqua d''a fonte
Mare
Addio biondina
Signora nostalgia
'E rrose parlano

Volume 2.
Tutto azzurro
Santa Lucia luntana
Nun 'a penzo proprio cchiù
Canzona appassiunata
Ddoje parole
Malafreva
Te si' scurdato 'e Napule
Pusilleco 'nsentimento
Via nova
Angelarò
Scurriato schiocca
Ombra nera
'E denare
Cennere
Pizzeche e vase
Mare e arena
Cavallo sfortunato
L'ultima serenata

Il barcaiolo sembra non faccia sforzi. Il piccolo gozzo sorrentino scivola sulle onde e si avvicina alla terrazza del circolo. Guardiamo il mare in questa bellissima giornata di Settembre. Alberto ed io. Un acqua insolitamente limpida, appena appena increspata da una leggera brezza che gonfia le vele alla fonda nell'antico specchio di mare del Borgo Marinaro. Qui si placavano gli smodati appetiti di Lucullo ed i marinai venivano a bervi la meravigliosa acqua delle Fonti del Chiatamone. Il piccolo gozzo che ci ha superati torna indietro. Il barcaiolo rimane per un attimo indeciso, poi si fa coraggio. "Signor Amato, io sono un vostro ammiratore. Vengo a sentirvi ogni volta che leggo il vostro nome su qualche manifesto teatrale. Vi ricordate..." L'uomo sembra dimenticare dove si trova. Si lascia andare a ricordi che affondano le loro radici nel tessuto di un teatro che a Napoli è saggio di costume di vita e dal quale Alberto Amato sembra essere uscito per parto spontaneo.

La sua voce, definita il modello della canorità napoletana, era a mezza strada tra quella di Caruso e Pasquariello. Generosa e spiegata a volte, altre volte carezzevole e suadente fino ad anticipare con sorprendente previggenza quello stile che si ufficializzerà almeno quindici anni più tardi.

Al circolo Rari Nantes Napoli, dove appare nel Gotha sportivo del sodalizio lo ricordano nuotatore, magro, sparuto, dalla straordinaria voce. E fu Mimì Grimaldi, capitano del glorioso "Settebello" ad invogliarlo, scommettendo con tutti, a partecipare ad un concorso canoro dalla Radio. Vinsero in due, lui ed Alberto Amato. Quando I'EIAR diffuse nelle case degli italiani la voce del giovane vincitore interprete di "Canzone Appassiunata", cavallo di battaglia del già celebre Pasquariello, questi intuì che era nato un nuovo protagonista. Ebbe un attimo di indecisione, poi contraddicendo la sua abituale parsimonia inoltrò un telegramma alla sede Rai di Torino: "Bravo Pasquariello". A sfogliare l'album dei ricordi, Alberto articola i suoi successi prima tra Milano e Torino, poi in tutta Italia, poi in tournèes all'estero che ce lo restituirono consacrato da un successo ormai internazionale.

Galbiati, noto per la sua acredine e severità di giudizio, sorprende tutti scrivendo di lui: "Questa indimenticabile voce di Napoli". Ed indimenticabile, Alberto lo diventa per le donne che lo hanno amato, per gli emigranti che in America assediarono per ben due giorni l'albergo dove abitava per vederlo, incontrarlo: per la giovane ereditiera Sudamericana che cambiando una consonante del suo cognome. inondò New York di manifesti sui quali si leggeva: Alberto Amado!

Ma nella sua città raccoglie gli entusiasmi maggiori. Prima con l'orchestra Campese poi Anepeta, poi Vinci, diventando il beniamino di una platea che si estende da Sant'Elmo al Vesuvio. I tempi della compagnia teatrale "Gli assi della Radio alla Ribalta" con Silvana Fioresi, Ernesto Bonino, Oscar Carboni, e poi quelli con Carlo Dapporto e Walter Chiari, sono passati.

Tentato dal Cinema, vi approda girando numerosi films tra i quali due da protagonista ed altri in cui il suo talento appassionato interprete si impone in senso primario. Rosi lo chiama nel cast di "Le mani sulla città" e Petri per "I giorni contati". Sono lontani anche i giorni in cui per lunghi otto anni rimase il vero unico protagonista della Canzone di Napoli. Poi ebbe degli epigoni: Franco Ricci e Sergio Bruni che lasceranno anche il loro nome nella Storia della Canzone Napoletana.

Il vecchio barcaiuolo ricorda, e questo inaspettato biografo finisce per commuoverci. Alberto, che nella figura conserva ancora la sua autentica sportività, si china a dargli una mano. Il vecchio in bilico sulla barca fa il gesto di portarsela al cuore, poi si china, raccoglie una manciata di veraci granchi di scogli e gliela offre.

Aldo Massella

 


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