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Pino Imperatore.
DE VULGARI CAZZIMMA.
I mille volti della bastardaggine.
Il vocabolo cazzimma, uno dei piu' diffusi nella lingua napoletana, racchiude una molteplicita' di significati: astuzia, furbizia, perfidia, cinismo, prepotenza, bastardaggine. In questo delizioso saggio umoristico Pino Imperatore esplora, mediante numerosi esempi ed aneddoti, i mille volti della cazzimma. Il risultato è un libro gustoso e brillante, colto e divertente, che fa luce su un concetto certamente oscuro ai non napoletani, ma forse non completamente conosciuto neppure dai napoletani stessi. [...continua]
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Ettore Capuano.
LETTERATURA A NAPOLI.
È un libro che dimostra la priorita' della lingua napoletana nella genesi della lingua italiana, portando prove documentali con le Carte di Capua, Sessa e Teano (X secolo) e prova testimoniale con Dante Alighieri nel “De vulgari eloquentia”. [...continua]
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Carlo Iandolo.
DIZIONARIO ETIMOLOGICO NAPOLETANO.
Un dizionario indispensabile, che svela i reconditi segreti delle parole napoletane. Risultano trasparenti a tutti la pronta ed esatta lettura-pronunzia facilitata da un espediente tipografico, i significati, particolari nessi fraseologici o sintattici, le origini etimologiche e le evoluzioni delle forme chiarite attraverso i graduali passaggi fono-morfologici. [...continua]
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Domenico Apicella.
I RITTE ANTICHE.
Ovvero I Proverbi Napoletani.
Rispecchiando l'indole, le occupazioni, le emozioni, le passioni, le gioie, le sofferenze di ogni popolo, i proverbi si rifanno alla natura stessa del popolo che li esprime... E come un popolo è tanto piu' ricco di proverbi, quanto piu' è antico e ricco di esperienza vissuta, anche i singoli son tanto piu' ricchi di proverbi quanto piu' diventano vecchi e piu' acquistano tesori di saggezza. [...continua]
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Iandolo Carlo
'A LENGUA 'E PULECENELLA
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ANTICHI INDOVINELLI NAPOLETANI.
A cura di Raffaele Aragona.
"Indovinare" significa rispondere ad un quesito, pratica antica quanto il mondo, e per "indovino" s'intende chi ha la facolta' di entrare nel futuro e di ritornarne con una risposta. Da questi antichi indovinelli napoletani si ricava l'impressione che tra quesito e soluzione ci sia sempre finzione scherzosa e che un'ironica ruota di infinite possibilita' [...continua]
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Francesco D'Ascoli.
LA FILOSOFIA POPOLARE NAPOLETANA.
Questo libro si rivolge al lessico e si concentra sui modi di dire, cioè quelle frasi che si usano correntemente con un significato metaforico che ormai ha soppiantato quello letterale. Una raccolta di questo genere è quindi utile sia a quelli che non conoscendo certi modi di dire possono apprezzarne la varieta' e la quantita' sia a quelli che pur adottando alcune locuzioni qui riunite non ne conoscono i loro significati originari. [...continua]
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Cesare Caravaglios.
VOCI E GRIDI DI VENDITORI IN NAPOLI.
...Lavoro innovativo, perchè articolato in un ampio, organico e moderno compendio delle voci dei nostri venditori, riportate con la piu' adesiva fedelta' e arricchito da ampi riferimenti ad illustri visitatori di Napoli, al dialetto, ai cibi, alla mimica ed ai costumi nostrani [...continua]
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Francesco D'Ascoli.
'A MALAFEMMENA.
In casi come questo ci sara' sempre chi, ad opera compiuta, fara' notare la mancanza, dall'elenco delle voci, di quel tale lemma o di quella tale locuzione tipica dialettale. Niente di male. I lettori o piu' giudiziosi o piu' benevoli, comprenderanno che in un mare vasto come quello del dialetto napoletano non è impresa sempre facile nuotare nella giusta direzione e scandagliare tutti gli angoli delle profondita' marine.[...continua]
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Rosario Bianco, Elisa Ramponi Chinni, Tina Palumbo De Gregorio.
I SANTI NEI PROVERBI NAPOLETANI.
II napoletano ha con i santi un rapporto tutto particolare; nasce, nella stessa devozione, una relazione troppo umana che attribuisce al santo pregi e difetti che sono proprio dell'uomo.
In più, in una sorta di animismo, il napoletano codifica con dei proverbi una certa connessione tra il santo ed alcuni fenomeni meteorologici in un intreccio cosmico, dalle fattezze fin troppo terrene, dall'animo profondamente provvidenziale. In breve, i partenopei narrano quegli sguardi al cielo impreziositi con la polpa della vita. [...continua]
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