Annamaria Ciarallo. I MANGIAFOGLIE.
La biodiversita' campana nelle fonti letterarie ed iconografiche.
Il curioso titolo vuole ricordare che i Napoletani, nei secoli scorsi, si cibavano soprattutto di ortaggi, celebrati per la loro bontà, e sarebbero stati chiamati "mangia maccheroni" solo nell"800, quando la pasta prese il sopravvento nell'alimentazione popolare. Il testo ripercorre la storia dell'alimentazione campana attraverso le fonti letterarie ed iconografìche fino a tutto l'Ottocento, quando non erano ancora intervenuti nuovi fattori a sovvertire l'agricoltura tradizionale: si scoprono così fatti e gesti che ancora oggi fanno parte della nostra quotidianità, ma di cui tante volte ignoriamo la storia. [...continua]
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Clemente Esposito.
GLI IPOGEI GRECI DELLA SANITA'.
Sotto Napoli c'è un'altra città, il negativo di quella di superficie. La città sotterranea è costituita da migliaia di cisterne collegate da oltre cinquecento chilometri di cunicoli. In questo dedalo si poteva camminare in lungo e in largo, passando sotto tutti i palazzi di Napoli. ... Oggi, pur essendo state rilevate 800 cavità, pari a circa un milione di metri quadrati di vuoti, si ritiene di essere a conoscenza solo di un terzo del sottosuolo di Napoli. [...continua]
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Elena Scuotto.
IL VIAGGIO DI ULISSE IN CAMPANIA.
Tra mitologia, tradizioni popolari e geografia dei luoghi.
Si è sempre cercato di individuare i luoghi indicati dal racconto dell’Odissea omerica e non sono mancate, nelle varie epoche, identificazioni differenti delle localita' citate dal poeta, anzi se ne sono proposte diverse che spesso non concordano tra di loro. ... Perché allora, dopo un’osservazione dei luoghi, ma soprattutto degli eventi e delle tradizioni popolari che hanno caratterizzato l’esistenza del testo omerico, non collocare alcune delle tappe dell’Odissea sulle coste mediterranee e piu' specificamente sulle coste campano-cilentane, tra le bellezze naturali nel nostro mare? [...continua]
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Pietro Guarino.
CHIESE E MONASTERI BIZANTINI NELLA NAPOLI DUCALE.
Dopo lo scisma del 1054, ... il pontefice di Roma cancellò violentemente la presenza bizantina dall’Italia meridionale insieme alla chiesa greca che ne era l’espressione religiosa.... Molti archivi, se non furono distrutti, vennero trascurati ed andarono dispersi. Ancora oggi, per ricostruire gli oltre 600 anni del culto greco a Napoli, bisogna lottare contro questo muro di silenzio. [...continua]
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Carlo Ebanista.
LA TOMBA DI SAN FELICE NEL SANTUARIO DI CIMITILE. A cinquant'anni dalla scoperta.
La tomba di S. Felice prete è all'origine dello straordinario complesso monumentale di Cimitile, uno dei piu' straordinari tesori che abbiamo in Campania. Mezzo secolo dopo la sua scoperta, un libro ne raccoglie ora testimonianze e aneddoti, inquadrando in modo del tutto pregnante il coinvolgimento della comunita' religiosa di Cimitile nel recupero delle spoglie del patrono, al quale gli abitanti del paese sono tuttora legati da una profonda devozione. [...continua]
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Lorenzo Fergola (curatore).
OPLONTIS E LE SUE VILLE.
Questa pubblicazione aggiornata con ricchissimo corredo di foto a colori, immagini e disegni sulle meravigliose scoperte di Oplontis e la villa della mitica Poppea, si inserisce nell'ottica di una sempre maggiore diffusione della conoscenza critica e dell'importanza che hanno gli antichi monumenti, e di una cosciente ed intelligente fruizione di questi. [...continua]
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Mario Pagano (curatore).
GLI SCAVI DI ERCOLANO.
Una guida aggiornata e completa, con un ricco corredo fotografico, ricostruzioni e disegni. Le case, i monumenti e gli abitanti della citta' sepolta dal Vesuvio nel 79 d. C. Storia, scoperte e curiosita' della citta' fondata dal mitico Ercole. [...continua]
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Furio Di Bello.
ELEA - VELIA. Polis, zecca e monete di bronzo.
La monetazione di bronzo di Elea non è stata finora sottoposta ad una seria ed approfondita analisi... L'Autore... ha colmato questa lacuna affrontando... i numerosi e complessi problemi che pone allo studioso la monetazione di bronzo di Elea, proponendo per alcuni le sue soluzioni, e per altri tracciando un quadro chiaro dei termini entro i quali va ancora ricercata una soluzione possibile e razionale. [...continua]
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Clemente Esposito.
IL CIMITERO DELLE FONTANELLE.
Sotto Napoli c'è un'altra città, il negativo di quella di superficie. La città sotterranea è costituita da migliaia di cisterne collegate da oltre cinquecento chilometri di cunicoli. In questo dedalo si poteva camminare in lungo e in largo, passando sotto tutti i palazzi di Napoli. ... Oggi, pur essendo state rilevate 800 cavità, pari a circa un milione di metri quadrati di vuoti, si ritiene di essere a conoscenza solo di un terzo del sottosuolo di Napoli. [...continua]
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Angelo Abenante (curatore).
ELEA - VELIA. SCRITTI ANTICHI
Rileggendo con lui i tentativi di individuazione, le divinazioni filologiche, le notizie di viaggio, le relazioni di scavo, siamo coinvolti in una avventura avvincente, la riscoperta del "classico", la ricerca fiduciosa ed incessante dei frammenti di un mondo che per secoli e secoli gli uomini hanno rivissuto e ricostruito come modello. [...continua]
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Lucio Santoro
CASTELLI ANGIOINI E ARAGONESI NEL REGNO DI NAPOLI.
E' la prima volta che viene tentata un'analisi complessiva dell'archittettura fortificata che insiste sul territorio dell'Italia centro-meridionale, corrispondente all'estensione dell'antico regno di Napoli. Questo libro non vuole solo elencare ed illustrare i numerosi episodi dovuti ad Angioini ed Aragonesi (sia per la committenza reale che nobiliare) ma cogliere il significato che le opere difensive hanno nella realta' contemporanea. [...continua]
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Christoff Neumeister.
IL GOLFO DI NAPOLI NELL'ANTICHITA'.
In questa guida letteraria il geniale Christoff Nuemeister riesce a proiettare magicamente il lettore in uno dei piu' splendidi scenari storici e geografici del mondo. Nei racconti e nei testi letterari qui raccolti, i diversi e importanti eventi storici sembrano prendere corposita' davanti agli occhi del lettore e accadere nel momento stesso in cui sono descritti. [...continua]
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IL TEATRO ROMANO DI SESSA AURUNCA.
Lo scavo del teatro romano di Sessa è stata sicuramente l'occasione per riconsegnare un enorme patrimonio culturale al popolo aurunco che sente fortemente suo questo monumento... Ma è testimonianza anche delle potenzialita' di quest'area che può associare un territorio ancora per alcuni tratti incontaminato a un importante patrimonio culturale in gran parte sconosciuto. [...continua]
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