Fino a pochi anni orsono William Hamilton (1730-1803), ambasciatore inglese a Napoli dal 1764, era ricordato soprattutto per le movimentate vicende della seconda moglie, la bellissima Emma Hart, di cui Sir William era stato il pigmalione e che divenne poi amica e confidente della regina Maria Carolina e amante dell'ammiraglio Nelson. Le ultime ricerche e gli studi storico-artistici di recente condotti sulla Napoli della seconda metà del Settecento hanno invece dato conto dell'importante ruolo svolto da Hamilton, quale collezionista e promotore delle arti. Infatti le sue collezioni archeologiche (vasi, reperti fittili, vetri, bronzi, avori, gemme incise, oggetti di oreficeria e monete), diversamente da quelle del Real Museo borbonico, per le quali vigeva un rigoroso divieto per chiunque di prendere appunti o disegni, erano non solo accessibili, ma anzi egli le aveva costituite proponendole anche come prezioso supporto per la formazione culturale degli artisti suoi contemporanei e per l'affermazione del gusto neoclassico in Europa. Guido Donatone si è a lungo occupato di Hamilton in relazione alla storia della ceramica e alla introduzione a Napoli della terraglia inglese di Wedgwood, che riproponeva le semplici ed eleganti forme della suppellettile ercolanense di cui lo stesso ambasciatore gli inviava i disegni ripresi dai vasi della sua collezione. Sulla base di un diario tenuto discontinuamente da Hamilton dal 1764 al 1789 e fortunosamente ritrovato, Donatone fornisce ora un nuovo contributo alla conoscenza della vita privata dell'ambasciatore nonché delle vicende artistiche di Napoli in età neoclassica, un periodo in cui è presente nella capitale borbonica un grande archeologo e teorico dell'arte quale Winckelmann e personaggi come Pierre d'Hancarville e Ange Goudar, ricordati solo quali "avventurieri", ma che invece si rivelano anche geniali uomini di cultura. Alcuni avvenimenti, già narrati da Giacomo Casanova, anch'egli in più riprese presente a Napoli, si intrecciano quindi con fatti ed eventi della vita di Hamilton (con inediti ritratti psicologici dell'Ambasciatore e dell'affascinante Emma) e ne scaturisce un quadro illuminante del gusto, degli svaghi, del costume, della moda, dei "piaceri voluttuosi" della città partenopea fino alla rivoluzione francese. |
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