Quelle figlie quelle spose. Il culto delle Anime Purganti a Napoli.
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Quelle figlie quelle spose.
Il culto delle Anime Purganti a Napoli.

Autore:
Patrizia Ciambelli.
Titolo:
Quelle figlie quelle spose.
Sottotitolo: Il culto delle Anime Purganti a Napoli.
Immagini di Paolo Guiotto
Descrizione:

Edizione in formato 8° (cm 21 x 14,5); 280 pagine; molte immagini in b/n nel testo, prevalentemente a tutta pagina.

Luogo, Editore, data:

Roma, De Luca, 1980

Collana: Documenti e Ricerche del Museo nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari Roma. N. 3
Prezzo: Euro
Disponibilita': Non disponibile

Questo lavoro è il risultato di una ricerca sul campo sul culto delle Anime del Purgatorio, condotta a Napoli da Patrizia Ciambelli e documentata dalle immagini di Paolo Guiotto.

Ogni lunedi' centinaia di persone, provenienti dai vari quartieri cittadini e dalla provincia, si recano nei cimiteri sotterranei di alcune chiese per compiere un viaggio simbolico nel mondo infero. Appartengono alle classi piu' povere e portano in offerta fiori, lumini, denaro, piccoli oggetti: in cambio chiedono grazie e protezione alle Anime del Purgatorio.

Questo lavoro di cinque anni è stato soprattutto di ricerca di un "contatto" diretto con il problema della morte ed in particolare con i modi di mettersi in rapporto con essa e di rappresentarla, propri di una cultura complessa come appunto quella popolare campana. Le immagini che si incontrano nel testo, scelte con fatica fra le tante e curate nei taglio e nell'impostazione, ricostruiscono i! clima, le tensioni emotive dei luoghi, dei gesti, delle presenze e svelano il senso degli incontri rituali nel mondo dei morti.

Per quanto riguarda l'approccio metodologico e l'impostazione di fondo, va sottolineato che questa ricerca è stata condotta col principale intento di documentare e di fare la storia di un'espressione culturale e che volutamente non si spinge in un'analisi interpretativa.

Per questa ragione un grosso spazio è dedicato alle narrazioni dei protagonisti del culto, unici veri depositari, che soli possono riuscire nelle loro storie a raccontarne e conservarne le giuste immagini e soprattutto il giusto linguaggio.

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