Questa faticosa ma gradevole e spensierata traduzione de Le avventure di Pinocchio risulta di lettura agevole e divertente ed offre, non soltanto ai napoletani, un'occasione originale di rilettura integrale dell'ironico ed involontario capolavoro del Collodi, perché ne costituisce una traduzione testuale quasi parola per parola, se si escludono alcune "licenze " che l'Autore ha ritenuto indispensabili per napoletanizzare, oltre al testo, anche lo spirito del libro. E cosi' "Geppetto " è diventato Peppeniello, ma il suo soprannome "Polendina" si è trasformato in Farenella, il veloce cane "Alidoro " è stato ribattezato Frezza e cosi' via. Allo stesso modo in cui le pietanze servite al Gatto e alla Volpe nella "Trattoria del Gambero Rosso " si trasformano necessariamente, da "lepre dolceforte con contorno di pollastre ingrassate e di galletti di primo canto ... ecc. " in piu' realistici e appetitosi 'fecatielle cu ' 'a rezza, zuppa 'e zuffritto, pastecrisciute' e simili prelibatezze partenopee. E infine, come avrebbe potuto un Pinocchio napoletano (giusta la scelta di non tradurlo... Pignuolo) trovare attraente un Paese dei balocchi o 'd' 'e pazzielle' nel quale non fosse stato possibile giocare a 'mazza e pivuzo e a'nchiapparella' e non si fosse potuto 'mena' 'o strummolo'? |
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