Napoli - Portici. La prima Ferrovia d'Italia. Antonio Gamboni, Paolo Neri.
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Napoli - Portici.
La prima Ferrovia d'Italia.


Autori:
Antonio Gamboni, Paolo Neri
Titolo:
Napoli - Portici.
Sottotitolo: La prima Ferrovia d'Italia.
Descrizione:

Edizione rilegata, con titoli in oro su copertina e dorso, con sovraccoperta illustrata, in formato 4° (cm 30 x 24); 143 pagine; molte illustrazioni in b/n e a colori; 3 tavole a colori ripiegate riportanti il prospetto principale e la pianta, il prospetto posteriore e la sezione longitudinale della Stazione di Napoli.

Luogo, Editore, data:

Napoli, Fausto Fiorentino, 1987

Disponibilita':
Non disponibile
Prezzo: Euro

L'amore per il passato spinge a ricercare le bellezze che scompaiono e, per nostra fortuna, c'è stato e c'è chi ha pensato di fotografare le vestigia e tramandare a noi, ed ai nostri posteri, quello che altrimenti sarebbe per sempre dimenticato; c'è chi scrive e racconta di luoghi, di immagini, di tradizioni destinati altrimenti a morire con i ricordi dell'uomo che li ha vissuti. La nostra indagine è iniziata nell'anno 1975 dall'osservazione di una finestra, unica parte ancora riconoscibile di un edificio ormai diroccato, e da una tela di Salvatore Fergola riproducente l'inaugurazione della Regia Strada Ferrata Napoli-Caserta ma presentata come 'Partenza del convoglio inaugurale Napoli-Portici '. L'evidente contraddizione del quadro ed il deplorevole abbandono di un edificio che dovrebbe essere monumento, se non altro per il primato storico che ha rappresentato, ci hanno dimostrato la disinformazione su un argomento che dovrebbe essere un vanto per l'odierna Napoli e per l'Italia tutta e ci hanno fornito il 'la' che doveva per noi essere l'inizio di tanto affanno, di tante ricerche e, per le nostre famiglie, il motivo di assenza per le lunghe giornate trascorse tra libri, macerie e polvere d'archivio. Non è la prima volta che a Napoli una 'finestra ' sollecita un 'ispirazione.

Antonio Gamboni - Paolo Neri

La realizzazione della ferrovia, cosiddetta, Napoli-Portici, come tutte le imprese, ha una sua particolare storia. Un ingegnere francese, Bayard, che di ponti e strade ne aveva costruiti, moriva dalla voglia di darsi alla costruzione di strade ferrate e, come primo tentativo, se ne venne a Napoli ad assediare Re Ferdinando II con lunghi corteggiamenti. Alla fine la spuntò, e la Prima Ferrovia d'Italia fu.

L'inaugurazione del primo tratto, appunto Napoli-Portici, con stazionamento al Granatello, come si sa, avvenne il 3 Ottobre del 1839. Intanto con il manoscritto perfezionato, il materiale iconografico gia' in bozza di stampa, la Casa Editrice aveva allestito, completo di rilegatura, un facsimile del volume quale doveva realmente essere per la circostanza, cioè all'altezza dell'avvenimento che si voleva celebrare, quindi in una veste se non proprio sontuosa, almeno decorosa, e ormai da realizzare, in quanto il centocinquantesimo anniversario dell'Evento non era poi tanto lontano. E poiché, come si è gia' detto, tutte le imprese - aggiungerei - piccole o grandi che siano, hanno una storia, anche questo libro ce l'ha. La misteriosa ' finestra ', cui fanno cenno gli autori nella loro premessa, fu ancora una volta ispiratrice. La finestra è della fatiscente, alquanto, stazione, in corso Garibaldi, dalla quale parti' il primo convoglio della prima Ferrovia italiana. Sulle rovine di questa stazione sorgeranno, quanto prima, gli uffici della Dirigenza Centrale Operativa della Nuova Metropolitana. E dato che il varo della prima edizione di questo libro voleva una ' Madrina ', l'ebbe e proprio nelle vesti della Metropolitana, ad opera del Dott. Carlo Rolandi, suo Consigliere Delegato, il quale intui' il valore emblematico di questa operazione; operazione alla quale si aggregarono le Imprese: ANSALDO TRASPORTI, METALMECCANICA LUCANA, OFFICINE MECCANICHE FIORE e la SOFER. Tutte Imprese queste per le quali Napoli tra pochi anni avra' finalmente la sua Metropolitana, e recuperera' cosi' radici di priorita' storica allineandosi alla efficienza delle capitali del Moderno.

Questo libro, ormai fuori dal tunnel, ha imbroccato il binario giusto, ne fara' di strada e avra' quel successo che merita per il consenso dei bibliofili, gli amanti della Storia, gli appassionati del treno, e perché fare torto proprio alla benemerita categoria qual è quella di tutto il personale dell'Azienda ferroviaria?
VINCENZO MANGANIELLO

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