Medioevo napoletano. Dopo il rinascimento prima della barbarie. Otto reportage dentro e fuori Napoli. napoli monitor
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Medioevo napoletano.
Dopo il rinascimento prima della barbarie.
Otto reportage dentro e fuori Napoli.

Autore:
Autori Vari
Titolo:
Medioevo napoletano.
Sottotitolo: Dopo il rinascimento prima della barbarie.
Otto reportage dentro e fuori Napoli.
Testi di Anselmi, Iacuelli, Pepicelli e Feola, Rossomando, Sarnelli, Portelli, Ceci, Marchese.
Disegni di Malov, DiegoPaura, Cyop&Kaf, Luca
Descrizione:

Edizione in formato 8° (cm 21 x 15,5); 168 pagine; illustrazioni in b/n nel testo.

Luogo, Editore, data:

Napoli-Roma, L'Ancora, 2008

Disponibilita':
in commercio
Prezzo: Euro
12,00
ISBN13: 9788890361500


Napoli Monitor è un giornale di cronache e disegni che una volta al mese racconta i fatti della citta' e le storie del mondo. Questo annuario 2008 approfondisce i temi e lo stile del mensile, il dialogo tra testi e disegni. Otto reportage per descrivere Napoli com'è - il porto ai tempi del container, le tre emergenze dei rifiuti tossici, i giovani che emigrano per realizzarsi, quelli che restano per convinzione o impotenza, le nuove generazioni di origine straniera; e il mondo che gira intorno - la Barcellona che demolisce i suoi quartieri popolari, i giovani di Buenos Aires che difendono una memoria comune, i bambini senegalesi in viaggio tra citta' e campagna.

Nella citta' che sembra condannata a cadere e risorgere a intervalli sempre piu' brevi, adesso il tempo fa il suo giro al contrario. Dall’illusione della rinascita a una crisi senza vie d’uscita.

Ma per andare oltre le etichette l’unico modo è ancora una volta conoscere, descrivere, organizzare.

I barbari sono alle porte, ma non sono quelli che vogliono farci credere.

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Dietro questo libro c'è un giornale. Il giornale si chiama Napoli Monitor. Esce una volta al mese a Napoli e dintorni, ci sono dentro articoli e interviste, disegni e fumetti. I fatti della citta' e le storie dal mondo. A noi che lo facciamo piace pensarlo come un inventario, un catalogo di fatti, luoghi e persone. Con il mensile, in un anno e mezzo di uscite, abbiamo raccontato con i testi e con i disegni il lavoro dei pendolari che vanno al nord e il lavoro nero nei cantieri di casa nostra; le fabbriche ancora in vita come a Pomigliano e quelle morte e sepolte, ma senza reincarnarsi in niente, come a Bagnoli; la brulicante piazza della stazione centrale e gli spazi abbandonati alla Sanita', a Montesanto, ai Quartieri Spagnoli; le scuole di periferia e quelle di teatro; i senegalesi di Pianura e i rom di Secondigliano; i preti e i camorristi, gli ultras e gli studenti, gli scrittori e i musicisti... Ogni mese cerchiamo di riempire una casella dell'inventario, ma non ci basta mai il tempo. E non sempre riusciamo a essere esaurienti come vorremmo. Il nostro giornale è lo specchio delle sue condizioni produttive, della sua limitatezza di mezzi. Qualche volta facciamo un discreto lavoro e allora abbiamo un paio di giorni per contemplarlo. Il mese dopo quasi tutte le caselle vanno aggiornate. Gli inventari veri non finiscono mai. In questo libro abbiamo ripreso alcuni di quei temi o altri che non abbiamo ancora toccato. Gli abbiamo dedicato piu' tempo nell'elaborazione e piu' spazio sulla pagina. Il libro, mentre si faceva, lo chiamavamo "l'annuario", perché abbiamo in mente di farne uscire uno ogni anno. Una raccolta di articoli, tra l'inchiesta e il reportage, che descrivano e forniscano informazioni, con particolare attenzione ai modi del raccontare. In questo caso ci interessava meno esprimere un punto di vista omogeneo, che non rendere esplicita la linea narrativa avviata con il giornale: inchiesta, reportage, diario, racconto. E molti disegni. Questo è il filo rosso del libro. In primo piano c'è Napoli, riferimento inevitabile perché è la nostra citta', ma anche perché, nella sua follia e decadenza, è un posto che ci lascia speranza. Un posto in cui - per motivi quasi sempre deteriori - non tutto si è ancora compiuto. La sua lontananza dall'Europa, la sua difficolta' a mettersi al passo con le altre citta' occidentali, l'inefficacia dei suoi governanti, la sua violenza e "incivilta'" lasciano loro malgrado un campo aperto, un margine d'azione per chi crede in altri modelli. Per questo, oltre a essere un punto di partenza, Napoli è anche un filtro, un metro di paragone; ci consente di leggere nel racconto di altri luoghi, nella descrizione di realta' e problematiche altrui, analisi e insegnamenti sul nostro contesto. Il titolo del libro è anche uno sberleffo alle etichette in voga sui mass media, al ricorrente esercizio di descrivere Napoli come il luogo degli estremi, alle semplificazioni interessate del partito dei catastrofisti e di quello degli ottimisti. Nella citta' condannata a cadere e risorgere a intervalli sempre piu' brevi, adesso il tempo sembra fare il suo giro al contrario. Dall'illusione della rinascita a una crisi senza vie d'uscita. Eppure si resiste, a ogni catastrofe suggerita e alla persuasione che siamo alla fine di qualcosa. Per andare oltre le etichette l'unico modo è ancora una volta conoscere, descrivere, organizzare. I barbari sono alle porte, ma non sono quelli che vogliono farci credere. "Chi racconta la citta'", avremmo anche potuto chiamarlo. Questo libro, e il giornale da cui nasce, sono anche la risposta a un'esigenza non soddisfatta. Il nostro progetto ci impone di fare sempre un passo in piu' di quello che possiamo permetterci. È l'unico modo di sopravvivere per chi ha scarsi mezzi. Tenere in vita una cosa piccola e sudata come un libro o un giornale non è solo una testimonianza, è una testimonianza attiva. Noi stiamo qui e facciamo queste cose insieme. Il modo in cui guardiamo, le nostre capacita' nel rendere esplicito, chiaro, tagliente ciò che vediamo e tocchiamo sono qui allo scoperto. I titoli e gli argomenti potete trovarli nell'indice, o leggere direttamente i capitoli, inutile rievocarli qui. Ogni lettore potra' trovarci quello che manca, secondo il suo avviso. In questo caso, anche per gli autori, quello che manca, quello che sta fuori campo, è altrettanto importante di quello che c'è. E se leggete tra le righe ve ne accorgerete. Ma il nostro libro, al contrario del giornale, non è un inventario. Piuttosto un esperimento. L'abbiamo fatto per chiarirci le idee. Essere arrivati fin qui ci aiutera' a capire come farlo meglio l'anno prossimo.

Napoli Monitor lo trovate a:

Centro
Gallerie: Hde, piazzetta Nilo - Manidesign,via S. Giovanni Maggiore Pignatelli -La. Na., piazza E. De Nicola.
Librerie: Perditempo, via Tribunali -Jamm, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli - Dante & Descartes, via Mezzocannone - Mondadori, via B. Croce - Feltrinelli, via S. Tommaso d’Aquino - Eva Luna, Piazza Bellini - O’ Pappece, vico Monteleone - Librido, via San Sebastiano - Treves, piazza Plebiscito - Mani Tese, piazza Cavour - Canto Libre, via S. Giovanni Maggiore Pignatelli 35.
Edicole: piazza Monteoliveto - piazza Trieste e Trento - corso V. Emanuele ang. Monti.

Sanita'
Edicole: via Supportico Lopez ang. Vergini.

Vomero:
Fonoteca, via Morghen.
Edicole: via Luca Giordano ang.Cimarosa - staz. Funicolare via Morghen

Bagnoli
Edicole: staz. Metro Bagnoli

Secondigliano:
Gridas, via Monterosa 90

Fuorigrotta:
Edicole: staz. Cumana Fuorigrotta

Quarto
Edicole: Vitulli, staz. Circumflegrea Quarto

Marigliano:
Bottega del commercio equo solidale