de Felippo Sgruttendio de Scafato. |
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La Tiorba a Taccone de Felippo Sgruttendio de Scafato è il titolo di una raccolta di sonetti e canzoni in dialetto napoletano che venne per la prima volta pubblicata, vivente l'autore, nel 1646. Detto appena che la tiorba è uno strumento musicale della famiglia dei liuti, che il taccone è il plettro, e che Felippo Sgruttendio è uno pseudonimo, occorre sottolineare che questo canzoniere rappresenta una parodia del petrarchismo e una rivalutazione della poesia vernacolare considerata di basso livello durante il dominio spagnolo a Napoli. Diversi sono i temi affrontati: In vita e in morte di Cecca, l'amore, la bellezza della donna, il dialogo con gli accademici, la vita nei quartieri popolari di Napoli, la musica, il ballo popolare. Molto si è scritto su Sgruttendio: di lui si sono occupati anche letterati di grande rinomanza come Benedetto Croce, Ferdinando Russo, Fausto Nicolini e, recentemente, Enrico Malato. Il tema è reso piu' affascinante dall'identita' controversa dell'autore e i documenti ritrovati, che dovrebbero chiarire la questione, non sono serviti a eliminare tutti i dubbi che ancora sussistono in proposito. Il presente lavoro consta di due parti: 1) una rassegna di tutti gli studi sulla questione sgruttendiana, con una breve analisi del testo della Tiorba; e 2) la traduzione in italiano in versi, che affianca il testo dell'edizione originale. Ciò permette la comprensione di un'opera non valutata abbastanza finora per le difficolta' presentate da un lessico ormai desueto. |
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