Leggenda ischitana. |
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È l'orrido e incantato paesaggio dell'isola d'Ischia - così come dovette apparire all'autore, nella seconda metà dell'Ottocento - a far da cornice a questo racconto che ha tutta la leggerezza di una novella orientale e, insieme, lo spessore delle fantasie stratificatesi tra i nativi in secoli di quotidiano terrore per le scorrerie dei Saraceni. Seguiamo, dunque, il narratore per i sentieri del monte Tabor e lungo le pendici dell'Epomeo, "ascoltiamo" la voce della Hetra Cantante e gli strani rumori provenienti dalla valle del Tamburo e lasciamoci sedurre, senza sorridere dell'improbabile storia, dalla principessa Maìia e dai due re che si erano divisi il possesso dell'isola, perché «i forestieri sanno tanto e conoscono poco, eppure pensano di saperne tanto da poter sorridere di coloro che ne sanno di più». «[...] impossibile ritrovare i luoghi dell'affascinante leggenda della Pietra Cantante, così come la raccontò Bergsoe. Ciò malgrado quell'opera letteraria meriterebbe ugualmente d'essere tradotta in italiano, se non altro per ricordare il lungo dominio arabo su Ischia». (Norman Douglas, Summerisland, 1931).
Naturalista, poeta e narratore, Vilhelm Bergsoe (Copenaghen, 1835-1911), è una delle figure più significative della letteratura danese del tardo Ottocento. |
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