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Autore:
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Gigi Di Fiore
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Titolo:
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I vinti del Risorgimento. |
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Sottotitolo:
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Storia e storie di chi combatté per i Borbone di Napoli |
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Descrizione:
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Volume in 8° (cm 23 x 15); pp. 368 |
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Luogo, Editore, data:
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Torino, UTET, 2004 |
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Numero di edizione:
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Seconda |
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Disponibilita':
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In commercio |
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Prezzo: Euro
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19,00 |
Quasi tremila morti, migliaia di dispersi e deportati: fu questo il Risorgimento per i vinti nel Mezzogiorno d’Italia. Dallo sbarco di Garibaldi fino alla capitolazione dell’esercito delle Due Sicilie a Gaeta passarono appena nove mesi. Tanto bastò a sfaldare un regno, che la dinastia dei Borbone aveva guidato per 127 anni.
Su quel tracollo solo ora emerge, finalmente nella sua interezza, uno spaccato da conquista militare: diplomazia, forza delle armi e politica riuscirono a creare le condizioni per un’annessione al Piemonte, che violava le norme del diritto internazionale, realizzata con i fucili senza il consenso delle popolazioni. In poco tempo le regioni meridionali, con 9 milioni di abitanti, furono «italianizzate»: azzerati monete, codici penali e civili, burocrazie.
Tra il 1860 e il 1861, come mette in luce l’autore con sapienza narrativa e una documentazione inedita e ricca di particolari, gli sconfitti, protagonisti di questa dettagliata ricostruzione storica, furono soprattutto migliaia di pastori, carbonari e contadini del Matese, delle Puglie, delle campagne salernitane, della Sicilia, dei Tre Abruzzi, del contado del Molise, della Calabria, di Napoli.
Un esercito di oltre 50 mila uomini: meridionali, a difendere quella che allora era la loro Patria. Su quei mesi, sui militari, sulla generazione che realizzò in concreto il Risorgimento, sia nella vittoria sia nella sconfitta, l’Archivio Borbone è una miniera ancora poco esplorata. E da quelle carte, come da molte altre fonti esaminate negli anni da Di Fiore (memorie autobiografiche di ufficiali borbonici, piemontesi e garibaldini, la collezione della «Gazzetta di Gaeta», documenti in parte trascurati negli archivi di mezza Italia) emergono anche piccoli drammi personali, storie di eroismi, opportunismi e miserie, comuni a tutti i trapassi di epoche e di poteri, che arricchiscono questo affresco sugli ultimi giorni dell’esercito borbonico e del Regno delle Due Sicilie.
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Gigi Di Fiore Gia' redattore al «Giornale» di Montanelli, è oggi inviato al «Mattino» (Premio Saint Vincent per il giornalismo nel 2001; tre volte Premio speciale cronista) e storico. Tra le sue pubblicazioni: Il Palazzo dei misteri (1992); 1861 Pontelandolfo e Casalduni: un massacro dimenticato (1998).
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