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I briganti italiani è un felice esempio di letteratura di "ricostruzione", egualmente nutrita da un fondo storico e da una sincera capacita' inventiva. Mario Monti raccoglie gli episodi culminanti che riguardano quattro briganti dell'Italia del sud, dietro i quali si intravede una realta' civile che è storia viva della nostra condizione nazionale. Si va dal tempo napoleonico di Fra Diavolo, agli anni che immediatamente seguono l'Unita' d'Italia, con Crocco, nostalgico dei Borbone per convenienza. Protagonisti e briganti minori, gente delle citta' e delle contrade meridionali, sono ritratti con toni vivaci e nobili, talora realisticamente come in un libro di memorie e talora in maniera pittoresca come nelle stampe popolari, sempre con immediatezza che sa toccare il lettore e stabilire ritratti convincenti. Scontri e grassazioni, inseguimenti, beffe, fughe, passioni, vendette, amori sono raccontati con garbo, ravvivati dai particolari dell'informazione e soprattutto dall'immaginazione dello scrittore. "Guai ai prepotenti, se l'uomo conoscesse la forza che sta nelle sue mani... Quando nella mia provincia al grido di Viva Vittorio, viva Garibaldi, viva l'Unita' e la Fratellanza! il popolo era in grande gioia e in grandi feste, chi avrebbe detto che, dopo pochi mesi, questo popolo festevole dovesse trucidarsi a vicenda, e perché? Bastarono una sola parola e la turpitudine di pochi uomini che si facevano chiamare signori, erano signori, sono signori e saranno sempre signori, perché i governi sono sempre ciechi e fucilano le lucertole, mentre si allevano in seno i serpenti velenosi e sterminano le piccole serpentucole come me... " Costoro non furono semplici ladroni o assassini, ma impersonarono spesso una opposizione, cieca o cosciente, alle prepotenze e alle ingiustizie subite dai loro compatrioti piu' poveri; e oggi possono apparirci quasi i precursori di quegli agitatori e di quei ribelli che, con gli anni, avrebbero costituito una resistenza organizzata e riconosciuta per la difesa degli interessi sociali. Mario Monti |
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Mario Monti (1925-1999), figlio di Giovanni Monti fondatore della casa editrice Longanesi & C., succede a Leo Longanesi nella direzione editoriale dal 1956 al 1979. Pubblica il suo primo romanzo Il mare chiama, edito da Primi Piani con prefazione di Elio Vittoriani, nel 1942 a sedici anni. Seguono per Longanesi & C. I pirati (1951) e I briganti italiani (1959), da cui è tratto il film omonimo di Mario Camerini con Vittorio Gassman e Ernest Borgnine. Nel 1969 Bompiani pubblica il romanzo Acqua, premio internazionale Charles Veillon 1970. Escono poi da Longanesi & C. Gli esploratori e Gli eroi dei due Poli (1970) e il romanzo Il nascondiglio (1975). Da Bompiani pubblica ancora Passarono di qui (1981), storia delle guerre indiane in America e dei loro celebri Capi, II Guerriero dalle ali spezzate (1990), sugli scontri con gli indiani Seminole negli anni precedenti la guerra civile, e Un gran bel mondo (1995) romanzo ambientato tra le grandi famiglie della Milano del Novecento. |
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