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Il Cavaliere Ippolito Cavalcanti duca di Buonvicino dedicò anni preziosi agli studi di Gastronomia ed alla pratica del cucinare. La primissima edizione fu pubblicata nel 1837. Per meriti tecnici, e per le innovazioni proposte, l'opera riscosse subito grandissimo successo ed in pochi anni surclassò l'allora dominante Il Cuoco Galante di Vincenzo Corrado. Nell'arco di più di 70 anni, La cucina teorico- pratica verrà riproposta. dìeci volte, sempre con lo stesso titolo. L'ultimissima edizione apparve, postuma, nel 1910. Per la presente edizione abbiamo preferito risalire al testo della quinta, uscita nel 1847 e dedicata a Giuseppe Lanza (personaggio da identificare, con ogni probabilità, con Giuseppe Lanza, Principe di Trabía). L'edizione del '47 è, a nostro avviso, la più matura e omogenea di tutte quelle che punteggiano il panorama editoriale cavalcantiano. Essa tuttavia non include tutte le ricette apparse nelle edizioni precedenti. l'autore stesso, avverte infatti, nell'apparato paratestuale, che si tratta di un'edizione "tutta nuova dalle altre precedenti". Per quanto riguarda l'opera nel suo insieme, non si può mai veramente parlare, per le successive, di semplici riedizioni della prima. Si tratta, invece, di "una complessa rielaborazione e trasformazione della stessa dove numerose si contano le aggiunte, le modifiche, le interpolazioni, caso quasi unico nel panorama della letteratura gastronomica italiana, E indice di una costante attenzione e cura da parte dell'autore al suo testo ma anche preziosa testimonianza dell'evoluzione della cucina partenopea nei quindici anni compresi tra il 1837 e il 1852, anno della settima edizione che coincide con quello della stesura finale". |
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| Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino, nacque il 2 settembre 1787 e morì a Napoli, probabilmente nel 1859. La sua famiglia, di antica nobiltà fiorentina e calabrese prima che napoletana, discendeva direttamente dal famosissimo Guido Cavalcanti, amico di Dante e poeta dei dolce stíl novo. Benché il suo biografo più accreditato, Pietro Martorana, nelle sue "Notizie biografiche", assicuri che il duca non trascurò i "suoi doveri di nobiltà", si può supporre che dedicò almeno venticinque anni alla stesura e continua riscrittura di questo suo fortunatissimo "La Cucina Teorico Pratica", libro che avrebbe composto, come lui stesso ebbe a scrivere, per "divagarsi nei momenti d'ozio", quasi non fosse importante al pari delle altre sue "letterarie produzioni" (un opuscoletto sui Cavalieri del Santo Sepolcro e un "Esercizio di cristiana virtù" pieno di canti e inni dedicati alla Vergine). Jeremy Parzen, filologo petrarchista, traduttore e storico della gastronomia italiana, vive a New York dove alterna l'attività di studioso a quella di musicista. Stefania Barzini, autrice per RAISAT-Gambero Rosso Channel, dirige la scuola di gastronomia al Castello di Ceri, presso Roma. Il suo documentario più recente riguarda la cucina degli italo-americani. |
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