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Il Brigantaggio fra il 1799 e il 1865.
Movimento criminale, politico o rivolta sociale?
Titolo:
Il Brigantaggio fra il 1799 e il 1865.
Sottotitolo:
Movimento criminale, politico o rivolta sociale? Storia di fatti briganteschi fra l'Arianese, l'Irpinia, il Vallo di Bovino, Melfi nel Vulture e la Calabria.
Descrizione:
Volume in 8° (cm 24,5 x 17); pp. 280, di cui 24 di immagini e documenti.
Luogo, Editore, data:
Napoli, Procaccini, 2000
Numero di edizione:
Disponibilità:
In commercio
Prezzo: Euro
19,00
ISBN:

'Rilevo da Il Brigantaggio Meridionale queste significative riflessioni di Tommaso Pedio: "Il Brigantaggio, che trova le sue radici in una società caratterizzata da profonde differenziazioni economico-sociali, non è un male endemico soltanto delle province più povere del Mezzogiorno d'Italia. Esso è un fenomeno universale che, pur presentandosi sotto forme ed aspetti diversi, è sempre rivolto contro il potere costituito da parte di chi si oppone al sistema: è l'endemica protesta dell'oppresso e del povero,- è la manifestazione di vendetta e di odio contro torti impuniti in una società in cui la Giustizia, ferocemente severa nei confronti del povero, è sempre disposta a minimizzare ed anche ad ignorare gli arbitri e gli illeciti dei potenti. E a volte, quando non è soltanto la protesta del povero e dell'oppresso, è anche un movimento che opera contro il sistema per realizzare un mondo diverso".
Queste parole di Pedio possono essere di insegnamento per lo studio della storia. Vediamo intanto come da noi è stato affrontato questo tema, unendo insieme una serietà di ricerca al desiderio di far conoscere al vasto pubblico questo tormentato momento storico. I nostri collaboratori possono essere considerati come dei partecipanti a un congresso le cui relazioni si intrecciano e si sovrappongono nel descrivere le varie vicende, arricchendo il libro con la molteplicità delle ricerche, effettuate nelle varie località e in diverse epoche.
Citiamo per sommi capi gli interventi:
Mario Battaglini - Criminalità in Calabria al tramonto dell era Borbonica.
Dora Donofrio Del Vecchio - Il Sub-Appennino Dauno tra rivoluzione e restaurazione (1799-1815), il Brigantaggio nel decennio francese.
Vittorio Caruso - Brigantaggio e repressione nell'arianese, Baronia e dintorni.
Antonio Vigilante - Brigantaggio e rivolta sociale nel circondario di Bovino (1860-1864).

Valutiamo ora il costo del fenomeno "Brigantaggio" nelle sofferenze delle popolazioni e nelle distruzioni dei grandi patrimoni con gravi danni alla economia. Tutto questo si poteva evitare? La catastrofe e lo sterminio era l'unica soluzione possibile? E la conseguente emigrazione in massa della nostra gente non ha immiserito il Sud-Italia, facendo arricchire altri paesi? Confrontiamo pure due momenti storici, il 1800 e il 2000. Nel 1800 le popolazioni erano affamate, oppresse e analfabete e non trovarono altre alternative che ribellarsi con la violenza. Oggi la gioventù e vari ceti sociali sono più maturi e più scaltriti e sono indotti a scegliere fra l'onesta affermazione nella vita e la devianza Sociale, con grande attenzione all'opprimente invadenza dei grandi monopoli. Vi è da chiedersi se può essere di sostegno il buon senso per evitare la violenza o se vale rievocare l'eredità dei nostro genoma legato a millenni di civiltà nel Mediterraneo, valido invito a maggiore saggezza. Convinti come siamo che solo i popoli che hanno una storia possono godere di grandi esperienze. Esperienze che l'arroganza dei monopoli globali tentano di soffocare, a cui i giovani oppongono decisa opposizione e resistenza anche con straordinarie manifestazioni in America e in Italia. E' forse l'antica saggezza che li sostiene? Si può realizzare il connubio fra l'antico e il moderno?

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