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Aa.Vv. Quarant'anni dopo De Martino - tomo I Nardò (Le), Besa, 2001 Euro 15,00 Disponibilità limitata, volume in esaurimento Gianfranco Salvatore: Oltre De Martino. Per una rifondazione degli studi storici sul tarantismo. Bernardino Fantini: La tarantola e il moto perpetuo: empirismo e teoria in Giorgio Baglivi. Gino Leonardo Di Mitri: Mitografia, danza e dramma sacramentale alle origini del tarantismo. Maria Rosaria Tamblè: Tarantismo e stregoneria: un legame possibile. Vittorio Lanternari: Tarantismo: vecchie teorie, saperi nuovi. Paolo Apolito: Tarantismo, identità locale, postmodernità. Aldo Bello: Galatina 1959: il contesto. Luigi Santoro: Ernesto De Martino: sul polinomio teorico. Giacomo Annibaldis: Un'inedita menzione di Davanzati sul tarantismo. Michele Garofalo - Marco Cucurachi - Salvatore Silvio Colonna: Avvelenamento da neurotossine di origine animale. Latrodectismo? Caso clinico. Mario Distante: L'acqua miracolosa del pozzo nella chiesetta di San Paolo in un manoscritto del '600. Fulvio F. Palese: Un richiamo al tarantismo nella pittura di Diego Velazquez: Las hilanderas. Pierpaolo De Giorgi: Il tarantismo secondo Schneider. Nuove prospettive di ricerca. AA.VV. Quarant'anni dopo De Martino - tomo II Pagine 220 Nardò (Le), Besa, 2001 Euro 15,00 Disponibilità limitata, volume in esaurimento Domenico Staiti: La mania telestica nelle fonti figurative apule. Brenno Boccadoro: Tarantismo, 'harmonia' e potere psichico della musica. Gilbert Rouget: Tarantismo, 'musica giusta' e iniziazione. Luisa Cosi: Tarantole, folie e antidoti musicali del sec. XVII fra tradizione popolare ed esperienza colta. Marcello Cofini: La prima Tarantella a noi conosciuta. Patrizia Durante: Tarantelle e tarantismo nel ballo teatrale italiano dell'Ottocento. Eugenio Bennato: La tarantella come mondo poetico. Paul Vandenbroeck: Sinestesie. I colori del tarantismo in una prospettiva di studio comparativo. Maria Antonietta Epifani: Ematoritmi. Morte e rinascita: viaggio nel corpo della tarantata. Giorgio Di Lecce: Danzimania e tarantesimo: mille anni di danze mediterranee. Pietro Fumarola: Tarantismo, identità e sintomi dell'avvento di una mente post-camerale. Bernardino Fantini: Conclusioni.
Agamennone Maurizio, Di Mitri L. Gino L'eredità di Diego Carpitella Etnomusicologia, antropologia e ricerca storica nel Salento e nell’area mediterranea. Pagine 424 Nardò (LE), Besa, 2003 Euro 20,00 Disponibilità: In commercio L’opera multiforme di Diego Carpitella, a oltre dieci anni dalla sua scomparsa, appare ancora fervidamente fertile. Questo volume raccoglie i contributi di quanti hanno partecipato al Convegno internazionale di studi L’eredita' di Diego Carpitella. Etnomusicologia, antropologia e ricerca storica nel Salento e nell’area mediterranea, promosso dal Comune di Galatina (LE), nel giugno 2002. I saggi presenti sono stati realizzati dagli autori elaborando gli esiti della discussione e del confronto di idee maturati nel corso del Convegno. Vi compaiono alcuni temi e argomenti, gia' preferiti nell’opera di Carpitella, esplorati nelle ricerche di quest’ultimo decennio: dal tarantismo al confronto interculturale nell’esperienza musicale (gli esotismi e primitivismi delle avanguardie storiche europee, la world music e le esperienze piu' recenti di ibridazione musicale), dall’esplorazione del paesaggio sonoro alle linee di continuita'/discontinuita' rilevabili nella storia della cultura, alle relazioni disposte lungo l’asse oralita'/scrittura, dalla didattica musicale in una prospettiva trans-culturale all’esperienza viva dei musicisti impegnati in palcoscenico. Comune a tutti i saggi è la consapevolezza di come l’«agire musicale» sia un fare complesso, basato su tecniche del corpo, memorie, saperi e competenze molteplici, tramandati e integrati nel tempo, che trovano la loro piena espressione nelle procedure performative; e anche un «fare» pervasivo, tale da connotare e «impregnare» profondamente le piu' diverse attivita' umane: nelle espressioni ludiche e di danza, nel rito e nella terapia, nella festa, nelle relazioni familiari e sociali, nell’intrattenimento individuale e di gruppo, nell’espressione delle emozioni e affetti, nella rappresentazione simbolica dei rapporti di potere, nell’esplicazione di potenti energie creative. Alan Lomax in Salento. con interventi di Luigi Chiriatti, Anna Lomax; Goffredo Plastino; Luisa Del Giudice; Segio Torsello. Pagine 108; illustrato. Calimera (LE), Kurumuny, 2006 Euro 12,00 Disponibilità: In commercio Durante la ricerca sul campo in Salento, svolta insieme a Diego Carpitella dal 12 al 17 agosto 1954, Alan Lomax effettua oltre 170 registrazioni sonore e oltre 70 fotografie in bianco e nero, quasi tutte riprodotte in questo volume. La fotografia è stata per Lomax una reale vocazione, e la macchina fotografica molto piu' che una tecnologia da usare insieme al registratore. Lomax ha realizzato dei “diari fotografici” durante le sue ricerche in Spagna (1952) e in Italia (1954/55), che dimostrano come egli sia stato sempre interessato a ritrarre e documentare i momenti salienti delle performances musicali, il paesaggio naturale e urbano, l’ambiente sociale dei musicisti e dei cantori. Nelle sue fotografie italiane si nota anche un’attenzione costante al mondo del lavoro e alla poverta', quale risultato di condizioni di vita precarie e spesso insostenibili. Le immagini salentine che qui si presentano sono un esempio straordinario della capacita' di Lomax di rappresentare visivamente e nella sua complessita' una realta' sociale e musicale che oggi ci appare lontanissima, ma che è al contrario, e paradossalmente, attuale. Annibaldis Giacomo La tarantola daunia Pagine 100 Nardò (LE), Besa, 2004 Euro 10,00 Disponibilità: In commercio Nel 1740 tre missive furono inviate da Lucera a Celestino Galiani: costituivano una relazione sullo stato del tarantismo nella Puglia settentrionale. Insieme con la famosa lettera del Sangineto e all’opuscolo De Phalangio Apulo di Ludovico Valletta, le lettere – il cui autore è ignoto e pubblicate qui per la prima volta – sono una testimonianza fondamentale sulla presenza e sulla specificita' del tarantismo nella Capitanata, prima che l’esistenza del fenomeno venga rilevata in un’area progressivamente piu' circoscritta nel sud della regione. Attanasi Francesco Marco La musica nel tarantismo Le fonti storiche A cura: M. Agamennone, G. Baroffio, G.L. Di Mitri, S. Facci Pagine 232 Pisa, ETS, 2007 Euro 20,00 Questo volume testimonia della sfida che Francesco Attanasi, giovane studioso nato e cresciuto nel Salento, a diretto contatto sia con le memorie del tarantismo sia con la recente ripresa di interesse scientifico e politico-culturale per il fenomeno, ha inteso realizzare utilizzando gli strumenti della musicologia. A due anni dalla sua tragica scomparsa, anche per venire incontro alle aspettative di quanti ne hanno stimato le promettenti doti di ricercatore, si pubblica integralmente la lucida ricostruzione storica, sui caratteri e le circostanze di uso delle musiche terapeutiche, che Attanasi ha tratto da una profonda, appassionata e innovativa disanima delle fonti sul tarantismo salentino.
Baglivi Giorgio De Tarantula Tarantula Tarantella, gli studi sul Tarantismo e il rinnovato interesse per la musica popolare del Salento. Traduzione di Raimondo Pellegrino a cura di Maurizio Merico pagine 104; in formato 16° (cm19,50 x 12) Euro 10,00 Disponibilità: 1 esemplare Giorgio Baglivi, medico e scienziato, scrive nel 1695 "De Tarantula" - De Anatome, Morsu et Effectibus Tarantulae". Edizioni Aramirè ripropone questo testo, piu' volte citato da Ernesto de Martino ne "La Terra del Rimorso", perchè sia possibile, a distanza di tre secoli, l'accesso diretto a tale indagine. L'introduzione è curata da Maurizio Merico, che è dottorando di ricerca in Sociologia presso l'Universita' di Napoli "Federico II" e collabora con la cattedra di Sociologia presso l'Universita' di Salerno. Egli si interroga circa l'esplosione di interesse che attraversa oggi il Salento, ma non solo, intorno la musica popolare salentina ed il tarantismo: "...potrebbe verificarsi, tra qualche mese, che l'interesse, ora cosi' generalizzato, venga meno...ci sarebbe comunque un decennio di storia da giustificare e comprendere..." Bruno Vincenzo Dialogo delle Tarantole Pagine 100 Nardò, Besa, 2006 Euro 10,00 Disponibilità: In commercio Nel 1602 a Napoli vennero pubblicati I tre Dialoghi di Vincenzo Bruno, medico e filosofo di Melfi, il primo dei quali, soprattutto, ha garantito la notorieta' al suo autore, considerato che l’oggetto di cui si occupa, il tarantismo, sara' destinato a esser dibattuto per secoli fino ai giorni nostri: si tratta del Dialogo delle tarantole di due Filosofi dimandati Pico et Opaco. Il punto da cui trae origine la conversazione è la testimonianza di un non meglio identificato Pugliese, secondo il quale nell’anno 1596 apparve una cometa dal 14 luglio al 2 agosto successivo, fenomeno al quale erano seguiti, come era logico aspettarsi, secondo la mentalita' dell’epoca, avvenimenti portentosi: intanto, quell’anno fu secchissimo e ventoso; inoltre, secondo il nostro testimone, a Venosa, citta' della Basilicata poco distante da Melfi, patria dell’autore, tra altre cose terribili e degne di memoria, accadde che molti uomini e donne furono morsi dalle tarantole e assunsero, di conseguenza, una varieta' estrema di comportamenti a dir poco stravaganti. In numerosi casi queste persone affermavano di agire in obbedienza agli ordini di una entita' che ne dominava la volonta'. In particolare, il testo riporta il momento finale dell’uscita dalla crisi di una giovane donna che, dopo aver a lungo danzato in ossequio ai comandi che la sua «signora» le impartisce attraverso il liuto, se ne libera finalmente, rimanendo poi a terra spossata. Chiaia Luigi Pregiudizi pugliesi. Tarantolismo, Malefizio (Ristampa anastatica, Trani, 1887-88). In 8°; pagine 118. Sala Bolognese (Bo), Forni, 1983 Euro 15,00
Chiriatti Luigi Morso d'amore Viaggio nel tarantismo salentino Pagine 152 Calimera (LE), Kurumuny - Galatina (LE), Congedo, 2006 Euro 8,00 Disponibilità: In commercio Luigi Chiriatti ha dalla sua parte la vita vissuta in questa terra. Egli stesso è l’humus organico di questa nostra terra antica e selvatica, lui conosce i segreti dell’anima, del nostro popolo, perché egli stesso è popolo e carne del Salento. Il fenomeno del tarantismo lo ha vissuto sulla propria pelle; ha visto la sofferenza cosi' da vicino che anche lui stesso ne è rimasto segnato. Si', segnato, perché la sofferenza del Salento, il morso e rimorso mitico di una storia antica e tragica, che può assumere le forme e le sembianze piu' strane (tarantola, serpe, sacara, basilico, folletto, ramarro, etc.), una volta rivelatasi, prende tutto l’uomo e la donna salentina, li avvolge dentro un’atmosfera magico-rituale, e dentro un sogno che comincia e che finisce solo con la morte”. Maurizio Nocera (dalla prefazione di Georges Lapassade) De Giorgi Pierpaolo Il mito del tarantismo dalla terra del rimorso alla terra della rinascita Pagine 240. Galatina (LE), Congedo, 2008 Euro 16,00 Disponibilità: In commercio Il mito del tarantismo rappresenta l'ultima fatica di Pierpaolo De Giorgi e chiude idealmente il periplo di un intenso lavoro ventennale intorno al tarantismo, interpretato all'insegna di una prospettiva mitica, cioè in una luce che ravviva i colori di una nobile origine, mai interamente passata e rimossa. De Giorgi illustra i risultati della sua ricerca e porta a sistemazione una serie di spunti e di riflessioni critiche intorno al lavoro di Ernesto De Martino, che non oscurano l'importante valore pionieristico e documentario de La terra del rimorso, ma ne mettono in evidenza aporie e contraddizioni di natura prevalentemente teoretica. De Martino si dibatte tra líipotesi di partenza, secondo cui il tarantismo va ricostruito nella sua “originalità storica” e nella sua 'autonomia culturale' e 'simbolica', e il 'Commentario storico', in cui si sofferma sul simbolismo dell'oÓstros (morso del ragno o serpe) e dell'aiòresis (altalena, fune). L'etnologo napoletano, spinto da un contraddittorio storicismo in bilico tra Croce e Marx, nega in premessa ogni rapporto genealogico del tarantismo con pratiche simili e/o antecedenti ma lo concede implicitamente e surrettiziamente nel corso della trattazione, ponendo un'ipoteca non trascurabile sulla correttezza del metodo seguito. De Giorgi, che riprende gli studi di Marius Schneider, di Mircea Eliade e di Carl Gustav Jung, mette in luce le origini dionisiache del tarantismo e delinea un necessario passaggio dal vecchio approccio demartiniano, fortemente condizionato dal pregiudizio storicistico e basato sul pensiero magico, ad un'interpretazione nuova basata sul pensiero mitico. In questa prospettiva, ridimensiona il concetto di magia e ricolloca in un ambito razionale il mito, analizzandone i molteplici meccanismi. Come dovrebbe risultare chiaro dal lavoro di ricostruzione critica e di approfondimento che insieme con líautore ho portato avanti io stesso, emerge con sufficiente chiarezza l'intero spessore gnoseologico e terapeutico del mito e dell'analogia. Questo insieme caleidoscopico di emergenze culturali, dove la musica e la danza, indagate con corretti strumenti etnomusicologici, svelano il proprio ruolo estetico accanto a quello rituale, ci fa comprendere come il Salento non sia la terra del rimorso ma la terra della rinascita (dall'Introduzione di Paolo Pellegrino) De Giorgi Pierpaolo L'estetica della tarantella Pizzica, mito e ritmo. In 8; pagine 280. Galatina (Le), Congedo,2004 Euro 17,00 Sull'onda della già avvenuta rinascita di quella tarantella originaria che la pizzica pizzica , la Notte della taranta, giunta alla VII edizione, ha avuto il merito di diventare un evento mediatico nazionale e di attrarre ogni anno migliaia di persone in piazza a Melpignano, facendo esplodere il mito della taranta. Le dimensioni di massa assunte da questo fenomeno non possono essere ascritte esclusivamente all'intraprendenza di un gruppo di organizzatori capaci di animare lo spettacolo di una nottata. Senza il lavoro incessante di una non nutrita schiera di ricercatori che hanno messo in luce la struttura, il dispositivo e il significato del tarantismo, di questa tradizione secolare non sarebbe rimasta traccia. In particolare, il presente lavoro rappresenta uno studio approfondito, con risultati spesso inediti, di quella componente essenziale del tarantismo che il simbolismo coreutico e, soprattutto, musicale. La tesi di fondo sostenuta in questo volume che solo l'estetica musicale può comprendere appieno fenomeni come il tarantismo, nei quali l'arte riveste un ruolo culturale, religioso e terapeutico. In questa accurata ricerca, De Giorgi giunge ad elaborare la teoria che il ritmo della tarantella il ritmo dell'essere e del non-essere. Evocando la cosmogonica dualità originaria, la tarantella, anch'essa duale sia dal punto di vista musicale che da quello coreutico, un'arte della vita, che durante la sua esecuzione rituale non fa che rifondare il mondo. Tutto ci trova basi scientifiche in una rigorosa appendice etnomusicologica , che per la prima volta decodifica con esattezza, punto per punto, il ritmo della tarantella del tarantismo detta pizzica pizzica : una biritmia simbolica che manifesta nel tamburello il suo cosmico respiro. Comparata con la pizzica pizzica, la tarantella italiana in generale e quella napoletana in particolare vengono comprese nella loro antica struttura mitica e dionisiaca, che, come il syrts, evoca le spire rituali del labirinto cretese. Insieme con il precedente volume di questa collana, Il ritorno di Dioniso, il lavoro di De Giorgi completa e sostiene un importante progetto di ricerca che apre, a più di quarant'anni dalla Terra del rimorso di Ernesto De Martino, nuove e inedite prospettive di ricerca su quell'arcipelago di nodi e problemi in cui tutt'ora rinserrato il segreto del tarantismo stesso. Questo è infatti un autentico prisma che imprigiona i colori della nostra antica identità collettiva. (Paolo Pellegrino)
De Giorgi Pierpaolo La pizzica la taranta e il vino. Il pensiero armonico In 8∞; pagine 344. Galatina (Le), Congedo,2010 Euro 22,00 La ricerca innovativa e serrata compiuta da Pierpaolo De Giorgi, in tanti anni di impegno nelle acque dell'etnomusicologia e dell'estetica, approda finalmente al porto sicuro dello studio La pizzica, la taranta e il vino: il pensiero armonico. Accade allora che scoperte e sorprese, esposte con cura e rigore scientifico, si susseguano qui continuamente e senza soluzione di continuità, offrendo una concezione finalmente reale del trantismo e della sua musica terapeutica.........
De Giorgi Pierpaolo Tarantismo e rinascita I riti musicali e coreutici della pizzica-pizzica e della tarantella Pagine 334; con illustrazioni. Lecce, Argo, 2000 Euro 15,50 Disponibilità limitata, volume in esaurimento Sono trascorsi oltre cinquant’anni dalla pubblicazione degli studi fondamentali di Schneider sull’origine musicale dei simboli animali e quaranta dall’inchiesta condotta da De Martino sul tarantismo: la domanda su che cosa resti della loro eredita' culturale non è sicuramente un interrogativo retorico. Cosi' come non è pleonastico chiedersi quali nuove prospettive di ricerca si aprano, dopo e oltre di loro, su quel groviglio intricato di nodi in cui è, per tanti versi, ancora rinserrato il segreto del tarantismo. Con Tarantismo e rinascita, Pierpaolo De Giorgi riapre l’intero ventaglio degli elementi in gioco nel tarantismo e, attraverso una paziente e puntigliosa ricerca per strade spesso tortuose e inesplorate, raggiunge risultati per tanti versi inediti e convincenti che culminano in uno schema finale ermeneuticamente inteso a sostenere la tesi del tarantismo come rito di rinascita, dove crisi, ritmo, melodia, mimica e risoluzione terapeutica si fondono in un nesso inestricabile. Ne consegue un ampio e articolato affresco del tarantismo che, utilizzando l’intera eredita' culturale sul problema, approda ad una visione di sintesi in grado di interpretare in modo originale e concettualmente raffinato un fenomeno misterioso e sfuggente, andando oltre i tradizionali termini della questione. La ricchezza dei simboli mitici che si rifrangono nel tarantismo obbliga, infatti, a porsi seriamente un drammatico quesito, che si potrebbe formulare con un’efficace domanda di Hans Blumenberg: il “lavoro sul mito” esaurisce il “lavoro del mito”? E’ innegabile, comunque, un dato di fondo: quello che risulta da un’ormai vasta letteratura è un quadro grandioso della memoria mitologica europea, e insieme una scommessa sul suo valore permanente e profetico. Emerge anche l’eccezionale “funzione comunicativa” delle figure che quella memoria custodisce, traendone il suo segreto alimento. Sono convinto che, in questa direzione d’indagine, neanche il tarantismo sia un inutile “relitto” e che anzi in esso sia depositato un prisma che imprigiona i colori della nostra antica identita' collettiva (dal saggio introduttivo di Paolo Pellegrino). De Martino Ernesto Etnografia del tarantismo pugliese. I materiali della spedizione nel Salento del 1959 Pagine 480 Lecce, Argo, 2011 Euro 27,00 La ricostruzione di come de Martino faceva ricerca, di quelle che erano non solo le tecniche e le pratiche, ma altresì lo stile e l'ethos del lavoro di terreno che si faceva con Lui e sotto la sua guida, questa ricostruzione credo sia specificamente utile. Se nel 1986 la ritenevo necessaria per decostruire lo stereotipo che mi sembrava si fosse sovrapposto alla figura di de Martino etnografo, oggi che quello stereotipo è stato demolito definitivamente, l'analisi delle pratiche di ricerca di colui che è stato anche un grande maestro dell'etnografia, può avere una importante funzione correttiva per l'autobiografismo estetizzante e in definitiva narcisistico che permea spesso la pratica etnografica contemporanea, frutto di letture 'facili' della critica dell'autorialità e delle teorie interpretativiste in antropologia. Agli antipodi di ogni pratica 'facile', sul campo de Martino era e pretendeva che i suoi collaboratori fossero in primo luogo rigorosi: nei comportamenti, negli approcci, nell'uso degli strumenti di rilevazione, nel rispetto degli impegni presi, nel lavoro di riordino dei materiali raccolti. Questo rigore era sentito come un dovere a cui non si poteva derogare giacchè, insieme all'impegno intellettuale, era garanzia della qualità scientifica, ma anche etica e politica, del lavoro che si stava facendo.
De Martino Ernesto La terra del rimorso. Contributo a una storia religiosa del Sud. Libro + dvd Seconda edizione Edizione in formato 8° (cm 21,5 x 15,5); 460 pagine; 63 illustrazioni (foto) in b/n fuori testo. Milano, Il Saggiatore, novembre 2008 Collana: La Cultura ISBN: 9788842815228 Disponibilità: No De Martino Ernesto La terra del rimorso Contributo a una storia religiosa del Sud. Pagine 412. Milano, Il Saggiatore, 2009 Euro 14,00 La terra del rimorso, "terra del cattivo passato che orna e opprime col suo rigurgito", è in genere tutta l'Italia meridionale, e in particolare il Salento. In questa regione, nel 1959, Ernesto De Martino condusse una ricerca etnologica per studiare riti, danze, credenze legate al tarantismo, la cura per il morso della mitica taranta. Lo studioso dimostra come le pratiche rituali abbiano la funzione di scongiurare le ansie di un'esistenza precaria, e fornisce un'interpretazione del fenomeno dal punto di vista storico, culturale, religioso.
De Martino Ernesto Sud e magia Pagine XII-208; alcune illustrazioni b/n Feltrinelli, 2002 Collana: Universale economica. Saggi Euro 8,00 Disponibilità: In commercio Una storia religiosa del sud, un'indagine etnologica che spiega perché il momento magico sia sopravvisuto nella vita culturale meridionale e come questa abbia partecipato consapevolmente alla grande alternativa tra "magia" e "razionalita'" da cui è nata la civilta' moderna. De Martino esplora le sopravvivenze lucane di rozze pratiche di magia cerimoniale, quali fascinazione stregonesca, possessione, esorcismo, fattura, analizzando la struttura delle tecniche magiche, la loro funzione psicologica, il regime di esistenza che ne favorisce la riproduzione. De Raho Francesco Il tarantolismo nella superstizione e nella storia. Pagine: 104 Nardò (Le), Besa, 2009 Euro 12,00 Opera importante quanto poco conosciuta, Il tarantolismo nella superstizione e nella scienza è il risultato di una ricerca che anticipava di oltre cinquant'anni l'approccio di Ernesto de Martino al problema del tarantismo, di cui non si viene a capo se non si pone la necessaria attenzione alle credenze, ai saperi, alle pratiche della cultura popolare. Un giovane aspirante medico, Francesco De Raho, nei primi anni del Novecento, si misura con l'etnografia, raccoglie storie di tarantati, fornisce testimonianze, analizza dati, pubblica delle fotografie: giovani donne tarantate corrono e danzano intorno alla stanza aggrappate a una fune che pende dal soffitto
Di Mitri L. Gino Storia biomedica del tarantismo nel XVIII secolo Pagine 324 Firenze, Olsckhi, 2006 Euro 36,00 Disponibilità: In commercio Considerato di volta in volta manifestazione del pregiudizio popolare, effetto reale provocato dal morso e dal veleno di un ragno o - nella migliore delle ipotesi - generica espressione religiosa dei ceti subalterni meridionali, il tarantismo è in realtà un rituale sincretico di possessione. Ma questo fenomeno fu anche uno dei più straordinari oggetti di ricerca operativa e banchi di prova teoretica delle scienze biomediche in età moderna. Di Mitri L. Gino (a cura di) Trance, Guarigione, Mito. Antropologia e storia del tarantismo. Pagine 184 Nardò (LE), Besa, 2000 Euro 15,00 Disponibilità: In commercio Otto importanti studiosi italiani, appartenenti all'ambito della ricerca storiografica e antropologica affrontano in altrettanti saggi quelli aspetti del rituale sincretico del tarantismo ritenuti a torto oscuri e finalmente decifrati alla luce di documenti di recente scoperta. A partire dalla grande lezione di Ernesto De Martino, l'inquietante universo dell'animale mitico "tarantola" si svela in tutti i suoi molteplici significati attraverso le vicende della mitologia magnogreca e ancor prima paleomediterranea, del dibattito medioevale sui veleni, della magia naturale e della stregoneria, della medicina iatromeccanicistica alle soglie dell'illuminismo, infine delle sue nuove configurazioni nell'epoca della postmodernita'. Ne emerge un quadro sorprendente, di ampio e profondo respiro culturale, teso fra retaggio arcaico e nuovo misticismo contemporaneo, fra esoterismo e istanze della razionalita'. Paolo Apolito, antropologo dell'Universita' di Salerno, si interroga sul significato attuale del rito della tarantola – piu' come memoria e come segno di identita' locale – in un Mezzogiorno in piena trasformazione e contraddizione. In seguito ad uno scavo instancabile, appassionato come la scrittura che lo esprime, l'autore giunge a far comprendere le ragioni per le quali un fenomeno rimasto in latenza per quasi trent'anni torna improvvisamente a far parlare di sé. Gino Leonardo Di Mitri, storico e ricercatore dell'Istituto "Diego Carpitella", riconsiderando l'ignorato capitolo del tramonto della civilta' bizantina in Terra d'Otranto, perviene ad una definizione del tarantismo piu' complessa e meno angusta di quella che si sarebbe potuta supporre, in un contrappunto fra antiche danze mediterranee e indizi di religiosita' sincretica racchiusi in un autentico dramma sacramentale. Bernardino Fantini, storico della medicina e direttore del prestigioso Institut "Louis Jeantet" dell'Universita' di Ginevra, ripercorre la storia del tarantismo sulle tracce di Giorgio Baglivi, il protagonista della prima vera 'rottura epistemologica' nell'ambito delle indagini sulla sindrome. Sono finalmente passati al vaglio le teorie e i metodi circa l'efficacia della musica contro il morso del ragno, le interpretazioni chimica e meccanica del morbo, i retroterra fisici e fibrillari di una complessa e innovativa prassi clinica impostasi sul finire del XVII secolo. Vittorio Lanternari, decano dell'Universita' "La Sapienza" di Roma e padre fondatore degli studi contemporanei di etnopsichiatria, stabilisce uno stimolante raffronto fra le ataviche aspettative di salvezza e di guarigione di cui è stato teatro il tarantismo e le nuove forme di devozione mariana di cui è paradigma illuminante il fenomeno di Lourdes. L'evento 'metastorico' della sofferenza ed il conseguente ricorso alla risorsa del 'pellegrinaggio' vengono esaminati in una impeccabile lezione di antropologia sociale e culturale di sapiente taglio comparativo. Gabriele Mina, ricercatore dell'Universita' di Genova, cerca di leggere in filigrana alcuni aspetti degli interventi di Epifanio Ferdinando, Athanasius Kircher e Giorgio Baglivi per far emergere il profilo retorico di un'epoca quale il '600. Una riflessione che, per quanto circoscritta ai temi della storia del pensiero scientifico, riesce a tracciare un quadro avvincente della mentalita' imperante nel 'secolo d'oro' della tarantola. Gianfranco Salvatore, musicologo e antropologo dell'Universita' di Lecce e direttore dell'Istituto "Diego Carpitella", riesaminando la copiosa letteratura prodotta sul tema del tarantismo all'indomani della celebre Terra del rimorso, mette a confronto gli imprescindibili approdi dell'esperienza demartiniana e le improrogabili istanze di superamento della ricerca tradizionale. Ne scaturisce un vero e proprio documento programmatico della nuova stagione di studi sul fenomeno inauguratasi negli anni '90. Maria Rosaria Tamblé, funzionaria dell'Archivio di Stato di Lecce e componente la Societa' di Storia Patria per la Puglia, riporta alla luce due importanti vicende processuali dei secoli XVII e XVIII contro tarantati ed esercenti le arti magiche tratte da quella ricca miniera che sono i fondi documentali dei vescovadi salentini. Le 'storie notturne' di Caterina 'la Greca' e di Francesco da Casalnuovo, ripropongono il tema del tarantismo entro un contesto ritenuto finora ad esso estraneo quale quello della possessione e della stregoneria.
Domènech Y Amaya (Don) Pedro Francisco Indagine su un uomo morso dalla tarantola Un opuscolo settecentesco dedicato alle peripezie del male causato dal morso della tarantola. Traduzione di Livia Apa Introduzione di Loretta Frattale In 16∞; pagine 120 Palermo, Sellerio, 1998 Euro 7,00 Disponibilità limitata, volume in esaurimento Domènech, medico catalano, fu testimone oculare nonchè improvvisato (ma tutt'altro che ignaro) terapeuta di un caso di tarantolismo verificatosi in Estremadura nell'estate del 1790, risolto, secondo la tradizione, a suon di tarantella e di guaracha. La minuziosa descrizione, velata di garbata ironia, Ë un piccolo gioiello di prosa settecentesca. Pedro Francisco Domènech y Amaya, medico catalano, nacque nel 1755 e morì nel 1833.
Hecker F. K. Justus Danzimania A cura di Giovanni di LeccePagine 104 Nardò (LE), Besa, 2001 Euro 15,00 Disponibilità limitata, volume in esaurimento Un breve ma importante saggio dell'illustre medico tedesco dell'Ottocento, Justus F.K. Hecker, ci guida alla rilettura del Tarantesimo del Sud Italia e delle altre "Danzimanie" (Ballo di San Vito, Ballo di San Giovanni, Tigretier africano) mettendo in rilievo la danza e le manifestazioni coreutiche rituali e di guarigione delle popolazioni europee nel proprio contesto storico, ambientale e sociale, e invitando il lettore a scoprire differenze e analogie fra il passato e il presente, il Nord e il Sud d'Europa, i comportamenti danzati delle generazioni di ieri e di oggi. Insieme al libro un Cd musicale, curato da Giorgio Di Lecce, che raccoglie alcune delle arie (clausole armoniche) usate, sin dall'antichita', nel trattamento della cura dei tarantati, che necessitavano dell'aria giusta - la tarant-ella - per ottenere la guarigione, insieme con la danza, gli oggetti e i colori appropriati. Oltre alle arie trascritte nelle partiture musicali riportate da Hecker in appendice al suo libro, (riportate dal Kircher nel 1641), vengono proposte la tarantella di Foriano Pico della fine del 1500 (una delle prime ad avere questo nome) e l'ultima pizzica-taranta di un'anziana donna di Scorrano, raccolta a Galatina negli anni '90. Katner Wilhelm L'enigma del tarantismo Nardò (LE), Besa, 2002 Euro 15,00 Disponibilità: In commercio Il saggio del 1956 di Wilhelm Katner, qui pubblicato per la prima volta nella traduzione italiana, rappresenta uno dei classici dello studio novecentesco del tarantismo. In particolare, soffermandosi sulla classificazione zoologica dell'animale imputato del morso velenoso e sulle molteplici letture sintomatologiche, la sua analisi medica evidenzia una precisa dialettica con le fonti storiche. Ne consegue un'atipica proposta interpretativa con cui - pochi anni piu' tardi - si sarebbe confrontato Ernesto De Martino, grazie anche alla diretta conoscenza fra i due studiosi.
Inchingolo Ruggiero Luigi Stifani e la pizzica tarantata. Studi sugli strumenti musicali, sulla musica 'numericaì e sulle musiche eseguite dal gruppo di Luigi Stifani. Pagine 164. Nardò (Le), Besa, 2003 Euro 15,00 Disponibilità limitata, volume in esaurimento Luigi Stifani di Nardò, per tutti "Maestro Gigi", è stato il più importante violinista terapeuta del Salento, nonchè personaggio chiave del capolavoro La terra del rimorso del grande etnologo Ernesto De Martino. Luigi Stifani racconta e commenta il suo originale e istintivo sistema di notazione musicale, parla dei suoi strumenti e del suo gruppo di musicisti, fornendo una testimonianza unica e diretta sui rituali di guarigione legati al fenomeno del tarantismo. A parlare in realtà è il suo violino, che racconta di una terra nascosta in un mondo che non esiste più, di cui non rimangono che gli echi della sua musica, di cui si è cercato qui di fermare qualche traccia. Il libro contiene le trascrizioni delle pizziche tarantate suonate da Stifani e in modo particolare la trascrizione integrale della "pizzicata indiavolata" confrontata con l'esecuzione registrata da Roberto Leydi e Diego Carpitella nel 1966. A distanza di oltre vent'anni vengono analizzate le strutture compositive e i modelli melodici, evidenziando differenze e cadute.
Materiali 1 - Ernesto de Martino monografia. Periodico semestrale . Con interventi di: Cantillo; Di Gianni; Esposito; Faeta; Iaccio; Lombardi Satriani; Merico; Mingozzi; Musi; Vuoso. Pubblicazione a cura del CEIC (Centro Entografico Campano). Pagine 160 Calimera (LE), Kurumuny, 2007 Euro 12,00 Disponibilità: In commercio La reinassance di una rivista è di per sé un evento straordinario, ma lo è ancora di piu' nel caso di una pubblicazione che come "Materiali", si genera nel settore dei periodici scientifico-culturali demoentnoantropologici, nototriamente un ambito caratterizzato da un esiguo numero di testate. Oggi come allora consacriamo la parte monografica della rivista a Ernesto de Martino (del quale nel 2008 cade il centenario della nascita), nella convinzione che il grande studioso sia ancora esemplarmente e criticamente attuale, vivido nel suo rapportarsi alle dinamiche profonde della crisi della contemporaneita'. "I romantici - scrisse de Martino - tornarono alle antiche memorie nazionali, agli usi, alle tradizioni, ai costumi, ai canti popolari, ma non vi tornarono per semplice curiosita'; e noi, oggi, perché dovremmo tornarci?". Una delle risposte che de Martino si dava era: per partecipare "non da apolidi ma da italiani al generale movimento umanistico", approfondendo la tradizione culturale per rinnovarla, dividendo "ben fondati nelle cose nostre, e di li' muovere verso il mondo". La messa in scena del folklore, che va riempiendo i vuoti lasciati dal folklore progressivo, ha intanto caricato la ricerca demoetnoantropologica di ulteriori problematiche teoriche e metodologiche, di nuovi programmi e campi di indagine promuovendo quella molteplicita' di sguardi ai quali il mondo attuale, nelle sue piu' diverse scale, non può e non deve sottrarsi. Nella consapevolezza che ancora molto resta da fare, la nuova serie editoriale di "Materiali" prende avvio verso il mondo. Dall'introduzione di Ugo Vuoso. Mighali Giuseppe Zimba - voci, suoni ritmi di Aradeo. a cura di L.Chiriatti; M.Nocera; S.Torsello. CD-audio allegato contenente 23 tracce. Pagine 80 Calimera (LE), Kurumuny, 2004 Euro 12,00 Disponibilità: In commercio Il libro con allegato Cd contenente 23 canti registrati fra il 1976 e il 1978, raccoglie la storia della famiglia Zimba, straordinari suonatori di tamburello di Aradeo. Attraverso questo strumento gli Zimba esorcizzano la vita e i suoi mali. Sono nello stesso tempo tarantati e suonatori di tarantati. Gli Zimba rappresentano una voce sociale e politica "contro". Nei loro canti si narra delle vicende delle tabacchine di Aradeo e delle vicende politiche che li vede impegnati in prima linea. Il CD contiene 23 pezzi, alcuni gia' editi o conosciuti, altri completamente nuovi e si conclude con il canto di San Lazzaro realizzato a Pasqua del 2004 da Pino Zimba e dalle sue sorelle, in occasione della manifestazione "Canti della Passione". Pino Zimba; (Giuseppe Mighali), rappresenta l'erede naturale di questa tradizione. Mina Gabriele (a cura di) Il morso della differenza. Antologia del dibattito sul tarantismo fra il XIV e il XVI secolo. Pagine 153 Nardò (LE), Besa. Euro 13,00 Disponibilità: In commercio L'immagine storica del tarantismo mediterraneo, grazie anche alle letterature contemporanee, è tramandata da importanti testimonianze seicentesche; tuttavia, nei tre secoli precedenti si sviluppa sul tema un dibattito quanto mai eterogeneo, sino ad oggi pressoché ignorato. Lo sguardo culturale che in tale periodo descrive e valuta il fenomeno è mediato da una pluralita' di categorie: fra queste risalta quella della "melanconia", capace di orientare le chiavi interpretative (la fissazione e l'alterazione fantastica, la varieta' dei sintomi, la fisiologia dell'avvelenamento) ma che allo stesso tempo fa affiorare il complesso gioco di rapporti presente fra gli autori, la materia della loro rappresentazione e il lettore. Un particolare orizzonte di parole e di corpi che qui si è voluto riattraversare, fra indizi e finzioni della scrittura, in un saggio introduttivo sulla "costruzione melanconica" del tarantismo e in una scelta di documenti (proposti nell'originale latino e nella traduzione): testi rari, trattati de venenis, dissertazioni mediche sul morso del ragno, note di autori celebri quali Marsilio Ficino o Tommaso Campanella.
Mina Gabriele, Torsello Sergio La tela infinita Bibliografia degli studi sul tarantismo mediterraneo. Pagine 196. Nardò (Le); Besa, 2000 Euro 15,00 Disponibilità: In commercio Dal 1945 al maggio 2004, circa 800 voci della letteratura sul rituale mediterraneo del tarantismo organizzate in una bibliografia ragionata e in una bibliografia diacronica, con appendici sulla documentazione video, i materiali sonori, le risorse sul web. Dalla stagione demartiniana agli studi di etnomusicologia, antropologia e psichiatria, il mito, il dibattito sulle identita' locali, dal Salento alla Sardegna fino ai rituali spagnoli, le riviste, le tesi di laurea… un essenziale strumento critico per la ricerca, la raccolta, la discussione. Mingozzi Gianfranco La Taranta. Libro + Dvd Il primo documento filmato sul tarantismo. Musiche originali registrate da Diego Carpitella; Fotografia di Ugo Piccone; Consulenza di Ernesto de Martino; Commento di Salvatore Quasimodo. Edizione in formato 8° (cm 21 x 14,5); 112 pagine; molte illustrazioni in b/n nel testo. Dvd: La Taranta, 1962, b/n; 35 mm; durata: 20' Galatina (LE), Kurumuny, Collana: Fotogrammi. N. 05 ISBN: 978 8895161372 Euro 15,00 Disponibilità: In commercio Il libro racconta le esperienze di un cineasta appassionato di antropologia, Gianfranco Mingozzi, attorno al tarantismo. Per oltre vent’anni Mingozzi ha percorso le terre del Salento documentando per primo – nel 1961 – con il cortometraggio La taranta e con un episodio del film Le italiane e l’amore (La vedova bianca), questo fenomeno allora conosciuto solo dagli studiosi. Ritornato poi nel 1977 su questo drammatico argomento con l’inchiesta televisiva Sud e magia, in ricordo di Ernesto de Martino (l’etnologo che aveva studiato e analizzato il tarantismo in vari libri), ha testimoniato ancora nel 1982 con un ultimo documentario, Sulla terra del rimorso, la fine di questo antico retaggio del medioevo. Il libro si divide in tre parti, che corrispondono alle diverse esperienze di Mingozzi sul campo: La taranta e La vedova bianca sono visualizzate con decine di foto tratte dai fotogrammi dei rispettivi film e accompagnate dal commento di Salvatore Quasimodo e dalle note di Ernesto de Martino, dalle critiche e da tutti i documenti attorno alle riprese, oltre che da un diario tenuto dal regista in quegli anni. Sulla terra del rimorso contiene – assieme al testo del documentario – gli articoli che accompagnarono l’uscita del programma Sud e Magia in TV con le polemiche roventi di grandi firme (Sanguineti, Siciliano, Rossi, Scabia ecc.) su “La realta' e la sua rappresentazione”. E questo per dare una visione, la piu' completa, del fenomeno “tarantismo” sempre piu' al centro dell’interesse dei mass-media, dei musicisti, degli studiosi. Montinaro Brizio Danzare col ragno con CD allegato Pagine 140 Lecce, Argo, 2008 Euro 18,00 Dallo spettacolo teatrale Danzare col ragno, interpretato da Brizio Montinaro con l'Ensemble Terra d'Otranto, il libro che propone un viaggio affascinante attraverso la letteratura e la musica che dal XV secolo ad oggi hanno segnato le tappe importanti di una delle tradizioni popolari più misteriose dell'area del Mediterraneo. Gli sguardi sul tarantismo di uomini di chiesa, medici, filosofi, viaggiatori, narratori, antropologi. Di volta in volta velenosi, sapienti, stupefatti, ironici, consapevoli. Le musiche antiche tutte certificate da testimoni come musiche veramente eseguite per il ballo delle tarantate: languide, malinconiche o variamente ritmate quelle del passato, scatenate fino al parossismo tragico quelle di oggi. Líiconografia della taranta dei secoli scorsi e le recenti foto 'rubate' a Galatina da Brizio Montinaro durante il rito del tarantismo ormai in pieno disfacimento e declino. Le fonti con le partiture originali note, rare e inedite delle musiche italiane e spagnole usate per l'esorcismo della taranta. Il CD con la registrazione integrale dello spettacolo Danzare col ragno. Mora George Il male pugliese Etmopsichiatria storica del tarantismo Pagine 112 Nardò (LE), Besa, 2010 Euro 10,00 Disponibilità limitata, volume in esaurimento Apparso per la prima volta nel 1963 sulla prestigiosa rivista scientifica "Bulletin of the History of Medicine", questo breve ma denso saggio può considerarsi a pieno titolo uno dei primi studi che coniugano i concetti della psicodinamica con l'archeologia dei saperi curativi antichi. Grazie ad uno scavo profondo ed esteso, corroborato da una formidabile mole di fonti bibliografiche e sostenuto da un'idea aperta della societa' e del diritto alla salute, l'autore perviene ad un'avanzata teoria interpretativa del fenomeno tarantismo e ne mette in risalto il ruolo di paradigma terapeutico e l'importanza nella tradizione antecedente al nascere della moderna clinica dei disordini mentali. In appendice, a confermare come lo stretto legame tra problematica della salute comportamentale e fenomenologia religiosa risalga all'antichita' e attraversi tuttora le scienze psichiatriche contemporanee, un prezioso documento dei primi anni del '900 su ripetuti casi di possessione nella Turchia ottomana. Per anni medico psichiatra in diverse importanti istituzioni ospedaliere del New England, l'italo-americano GEORGE MORA ha sempre accompagnato le proprie ricerche operative, specie nel campo infantile, ad un'instancabile passione per la storia della psichiatria. Figura di spicco del movimento Community Mental Health, fiorito negli Stati Uniti dell'amministrazione presidenziale Kennedy che nei primi anni Sessanta ne appoggiò strenuamente i programmi liberal e innovativi, Mora ha scritto decine di opere di grande valore scientifico: fra le altre, Witches, Devils and Doctors in the Renaissance (1991), contenente l'edizione critica del De praestigiis daemonum di Johann Weyer. Attualmente lavora ad una monumentale storia della psichiatria. Nacci Anna (a cura di) Tarantismo e Neotarantismo. Musica, danza, transe. Atti del Convegno. Roma 13 febbraio 2001 Nardò (LE), Besa. Euro 12,00 Disponibilità: In commercio Neotarantismo, un neologismo coniato osservando un fenomeno che coinvolge larghe fasce di persone dislocate su tutto il territorio italiano (e non solo). Un movimento che esprime il bisogno di musica "altra", per nuovi rapporti comunicativi e relazionali, una domanda di danza catartica fruibile oltre i suoi connotati storici legati alla sofferenza e alla vergogna. Il bisogno, rilevabile in ogni epoca, di liberazione dagli affanni quotidiani e dalle oppressioni di varia natura espresso ancora attraverso e grazie alla musica e alla danza. Contro la globalizzazione, il livellamento culturale e il tentativo di cancellare le diversita' attuato dai mass-media giunge una forte risposta dal basso. Ed ecco folte masse di giovani e meno giovani, che affollano piazze, centri sociali, pub, teatri e qualsiasi altra struttura che proponga concerti di musica popolare, tra cui la pizzica che innesca irrefrenabili momenti di danza collettiva.
Panico Fernando Il vestito bianco. Ricerca etno-antropologica sul tarantismo pugliese. Edizione in formato 8° (cm 21 x 15); 95 pagine. Calimera (LE), Kurumuny, 2009 ISBN: 978 8895161174 Euro 10,00 Disponibilità: In commercio Pizzicata. di Edoardo Winspeare. DVD Un film di Edoardo Winspeare, con Cosimo Cinieri, Fabio Frascaro,Chiara Torelli. Italia, 1996. durata: 91'. Euro 19,00 Disponibilità: In commercio Da "Il Morandini 2008 - Dizionario dei film": Nel 1943, alla vigilia dello sbarco alleato nell'Italia del Sud, il pilota Tony Marciano (F. Frascaro) di un ricognitore USA, abbattuto dalla contraerea tedesca sopra il Salento, trova ricovero nella famiglia dell'agricoltore Carmine Pantaleo (C. Cinieri), riscopre le proprie radici, s'innamora di Cosima (C. Torelli), una delle tre figlie di Carmine, scatenando la gelosia del suo promesso sposo, il ricco Pasquale (P. Massafra). 1° lungometraggio del cosmopolita E. Winspeare (1965), nato e cresciuto a Depressa (Lecce). Tranne C. Cinieri, tutti interpreti non professionisti, scelti nel Salento; tutti i componenti del cast tecnico provenienti dalle scuole di cinema di Monaco, Roma, Parigi. Notevole per la capacita' di costruire una storia di sentimenti fondata su un'attenta ricerca etnica e antropologica. Pizzicata - o pizzica tarantata - è un ballo paesano che mima l'amore tra uomo e donna, il duello col pugnale, il ritmo musicale convulso che porta in trance le donne morse dalla tarantola. Musiche di Jérôme Harley. Distribuito senza successo dall'Academy. 1° premio Cittadella-Fuji 1997 al Festival di Arezzo del cinema indipendente italiano. Romanazzi Andrea Il ritorno del dio che balla Culti e riti del tarantolismo in Italia Alla scoperta delle musiche e tradizioni popolari dietro le “Notti della Taranta”, con prefazione a cura di Teresa De Sio Formato cm 13 x 20; pagine 180 Roma, Editrice Venexia, 2006 Euro 16,00 Disponibilità: In commercio Le tradizioni popolari legate al tarantolismo hanno generato culti e riti che hanno dato vita ad alcune delle piu' vitali musiche e danze popolari: tammurriate, tarantelle e pizziche, il cui rinnovato interesse tra i giovani sta suscitando un forte richiamo internazionale. L’autore analizza l’evoluzione di tali tradizioni, includendo i luoghi di ritrovo e le feste, le sagre e gli appuntamenti legati al culto della Taranta. La prefazione è un’intervista a Teresa De Sio, grande protagonista e studiosa di musica popolare. Il tarantismo affonda le proprie radici tra le ataviche paure dell’uomo Antico che vede il Dio Vegetazionale, resosi immanente nella pianta, perire per mano propria e che dunque ha timore che la stessa divinita', offesa ed usurpata, si vendichi con tutta la sua forza. È il momento in cui si genera la mistica crisi umana, è il contadino stesso in realta' causa della morte del Dio falciato e dunque della sua stessa disperazione ponendo termine alla vita vegetale e cosi' prostrandosi alla punizione del dio. Unica soluzione è la ricerca di un capro espiatorio, l’animale sacro che, come novello agnello, possa lavare dalle ataviche colpe e nascondere il misfatto camuffandolo e trasformando l’uomo da assassino in assassinato. Sara' cosi' che nel corso della pagine del libro ci imbatteremo tra antiche divinita' e numerosi animali totemici, il lupo, il toro, la capra, il coniglio, espressioni essi stessi dell’immanenza del divino ed allo stesso modo colpevoli esecutori della morte del dio. Sara' durante questo excursus che giungeremo al cospetto dell’aracnide, la mistica Taranta dal duplice aspetto: espressione del Nume che deve esser ucciso ma anche temibil capro espiatorio sul quale riversare le ancestrali colpe. Questa l’intima essenza della ragno e del suo lascivo e voluttuoso morso. Essa ripropone il momento di crisi umana, il vero ed unico Peccato Originale della stirpe di Eva, la raccolta del frutto proibito, delle “messi del Signore” che viene cosi' ucciso per dare la conoscenza all’uomo e ai suoi discendenti. È la crisi che genera la cacciata dall’Eden, la dipartita dal bosco che produceva per l’uomo, è la comparsa della vergogna primordiale, l’uman terrore che si annida tra le spire del serpente tentatore, la Tarantola Primigenia nascosta tra i rami non per tentare e dannare, ma per sedurre ed ostentare il suo sensuale morso, simbolo della caducita' umana, della illusoria dominazione da parte dell’uomo sulla natura che è Divinita'. Al ritmo ossessivo e ripetitivo delle pizziche e delle tarantelle ecco che musica e la danza diventan il tramite con il mondo numinoso, la mutevole via che conduce l’uomo all’estasi mistica ballando attorno all’Albero del Sabba primordiale. È qui che tra le spire dell’eterno Serpente, l’Antico Dio dal passo saltellato continua ad offrire il Frutto ai suoi figli che timorosi lo colgono. Ogni anno, da qui all’eternita', all’ondeggiare delle spighe di grano al soffio del vento, l’uomo vedra' il ritorno del “dio che balla” e con lui danzera' fino allo scomparir del chiaror di luna quando avra' finalmente termine l’estenuante Notte della Taranta. Rossi Annabella E il mondo si fece giallo. Il tarantismo in Campania. Con saggi di Patrizia Ciambelli, Aurora Milillo e di Elisabetta Di Marino. Introduzione di Luigi M. Lombardi Satriani. In formato 8°; pp. 239. Vibo Valentia (VV), Qualecultura, 1992 Disponibilità: No Santoro Vincenzo, Torsello Sergio (a cura di) Il Ritmo Meridiano la pizzica e le identita' danzanti del Salento Interventi di Franco Cassano, Maurizio Merico, Giovanni Pizza, Alessandro Portelli, Luigi Piccioni, Roberto Raheli, Giuseppe M. Gala, Clara Gallini, Edoardo Winspeare, Sergio Blasi Pagine 206. Euro 14,50 Disponibilità: In commercio "Il ritmo meridiano" è un tentativo di interpretazione antropologica e sociale del "movimento salentino della riscoperta della musica di tradizione e della pizzica, attraverso i contributi di intellettuali, artisti e operatori culturali. L'impostazione data al libro dai due curatori, Vincenzo Santoro e Sergio Torsello, tenta di porre, piu' che di risolvere, alcune fondamentali questioni di analisi e di interpretazione, grazie a opinioni spesso non allineate, che determinano quindi una ricostruzione ricca ma eterogenea. Franco Cassano vi coglie un tentativo di riarticolare il rapporto tra modernita' e tradizione; lo sguardo antropologico di Gianni Pizza, nella raffinata forma dell'intervento epistolare, punta invece ad inquadrare il fenomeno in un contesto globale, focalizzando l'attenzione sui meccanismi e le ideologie della produzione culturale. Maurizio Merico, dal canto suo, prova a leggere il femonemo utilizzando le categorie interpretative di Franco Cassano (l'identita' meridiana) e di Ernesto de Martino (il concetto di "patria culturale"), mentre Gigi Piccioni solleva invece l'interrogativo sul rischio che la riscoperta delle identita' locali porta con sé, riassumibile nell'lternativa tra identita' per vivere o identita' per vendere. Alessandro Portelli fotografa, con straordinaria vividezza, contradizioni e paradossi intrinseci al "movimento della Pizzica"; inoltre Roberto Raheli, musicista di riproposta ed editore e Pino Gala, etnocoreologo, si interrogano circa la distanza fra tradizione e nuove interpretazioni e/o trasformazioni, rispettivamente della musica e della danza tradizionale rispetto a ciò che coinvolge le nuove generazioni. La magistrale intervista di Clara Gallini infine analizza i meccanismi di costruzione dell'idea di "etnicita'". Chiudono il volume le testimonianze di Edoardo Winspeare, regista di "Pizzicata" e "Sangue Vivo", e Sergio Blasi, sindaco di Melpignano e organizzatore della "Notte della Taranta", la piu' frequentata delle manifestazioni salentine. Il libro è arricchito dalle fotografie di Raffaele Puce e Claudio Longo. Sanz Pilar Leon La tarantola spagnola. Empirismo e tradizione nel XVIII secolo. Pagine 228. Nardò (Le), Besa, 2008 Euro 15,00 Più si approfondisce la storia del tarantismo, più è chiara la necessità di superare il domicilio endemico, il Sud Italia e il Salento in particolare, per approdare sulle rotte mediterranee. Su questa scia è nato il desiderio e la convinzione di condurre una ricerca in un territorio assai poco conosciuto, animato da quei medici che, in terra di Spagna nel XVIII secolo, s'interrogavano sulla terapia dei suoni e del ballo di fronte agli uomini morsicati dal ragno. Questo volume presenta un notevole corpus di fonti storiche inedite o poco conosciute per il pubblico italiano. Nella speranza che il percorso della tarantola possa continuare nella rete mediterranea, per poi tornare all'endemica "terra del rimorso", più arricchita e consapevole.
Schneider Marius La danza delle spade e la tarantella Saggio musicologico, etnogrtafico e archeologico sui riti di medicina A cura di Pierpaolo De Giorgi Pagine 242 Disponibilità: No Nato quasi come appendice di un’altra celebre opera di Marius Schneider (Gli animali simbolici e la loro origine musicale nella mitologia e nella scultura antiche), La danza delle spade e la tarantella è in realta' il primo organico progetto che abbia osato iscrivere in un ampio e complesso schema categoriale tutti gli elementi in gioco nel tarantismo. Piu' nota in Italia grazie a una spiccia stroncatura demartiniana (“una mitopoiesi personale e infondata”) che non attraverso un approccio diretto, la ricerca dello studioso alsaziano è sicuramente una pietra miliare nel difficile percorso seguito dagli uomini di scienza per tentare di comprendere un fenomeno misterioso e sfuggente. Il generoso tentativo schneideriano si snoda attraverso un articolatissimo confronto tra musiche etniche, folkloriche e primitive, sistemi e teorie musicali, arti plastiche e figurative, testi religiosi e documenti varii: l’esito è l’affresco di un pensiero simbolico che scaturisce dalla civilta' megalitica e che assegna alla musica un significato ontologico essenziale, un vero principio archetipico di tutta la realta'. Anche per chi ritenga definitivi gli approdi dell’autore de La terra del rimorso, leggere o rileggere oggi La danza delle spade e accostarsi a questa affascinante visione del mondo in cui l’uomo si sente in stretta relazione con un animale, una pianta, una costellazione, uno strumento musicale, una costruzione mitologica, è comunque una straordinaria avventura culturale. Serao Francesco Della Tarantola o sia Falangio di Puglia. A cura di Gino L. Di Mitri Pagine 256 Nardò (LE), Besa, 2006 Euro 16,00 Disponibilità: In commercio FRANCESCO SERAO (1702-1783) fu medico e professore di grande fama nel Regno di Napoli. Formatosi al pensiero di Cartesio e alla tradizione dell’Accademia degli Investiganti,risenti' dell’insegnamento di Niccolò Cirillo, dell’influenza delle dottrine di Giovanni Alfonso Borelli e dei trattati di Lorenzo Bellini. Scrisse diverse opere: di vulcanologia, di zoologia e tradusse – e introdusse – nel mondo scientifico italiano le opere mediche di John Pringle. Ma restò celebre per le sue lezioni accademiche “Della tarantola o sia falangio di Puglia” che nel 1742, in un clima di crescente e diffuso scetticismo verso le reali responsabilita' dei ragni nel provocare la sindrome del tarantismo e riprendendo le osservazioni di Tommaso Cornelio, diedero il colpo di grazia alle teorie magnetistiche e iatromeccaniche che avevano imperversato fino a quel momento. In una dotta e appassionata revisione critica della letteratura scientifica a lui precedente, Serao smontò pezzo per pezzo l’edificio del tarantismo costruito sulle fragili fondamenta della credulita' e fondò la prima convincente teoria di una malattia generata non da veleni reali bensi' dalla melancolia fino a divenire un vero e proprio “istituto della nazione”. L’opera di Serao costituisce uno squarcio aperto sulla societa' intera del Mezzogiorno alla vigilia della Rivoluzione Partenopea del 1799: un affresco sorprendentemente attuale da cui traspaiono, a colori vividi e lancinanti, i lineamenti di un mondo in bilico tra la piu' raffinata modernita' intellettuale e la piu' spaventosa arretratezza di mentalita', tra inaudita violenza ambientale e profonda umanita' collettiva, tra impulsi europei al progresso e vincoli tenaci alla feudalita'. Sigerist Henry Ernest Breve storia del tarantismo. Pagine 80 Nardò (Le), Besa, 2010 Euro 12,00 Inspiegabilmente rimasto inedito in una sua traduzione italiana per poco più di mezzo secolo, Breve storia del tarantismo è un piccolo ma fondamentale testo per chi vuole saperne di più sull'enigma della tarantola. Il saggio possiede il pregio di essere molto rigoroso nella trattazione della letteratura scientifica secentesca e settecentesca senza perdere il carattere brioso e divulgativo tipico degli scrittori anglosassoni. Ingiustamente stroncato da Ernesto De Martino nella celebre Terra del Rimorso, lo studio di Sigerist è di capitale importanza poichè dimostra inconfutabilmente che il tarantismo non è affatto una stravagante manifestazione di folklore, ma una sapiente forma di cultura musicale e coreutica che, sotto le apparenze di un procedura terapeutica originale, per secoli le popolazioni del Mezzogiorno praticarono per celare gli antichi misteri pagani e non essere perseguitati dalla Chiesa. Staiti Domenico, Boccadoro Brenno, Rouget Gilbert, Di Mitri L. Tarantismo, Transe, Possessione, Musica. Pagine 128 Nardò (LE), Besa, 2001 Euro 14,00 Disponibilità: In commercio Quattro importanti studiosi di etnomusicologia e musicologia esplorano il misterioso universo della tarantola in un autentico contrappunto fra antichita' greca, tradizione colta rinascimentale-barocca, sincretismo catartico-religioso. Ne emerge un quadro sorprendente, in cui la terapia musicale adoperata da secoli come rimedio contro il celebre morso del ragno si rivela un retaggio di grande dignita' culturale, artistica e spirituale. Domenico Staiti, docente di storia degli strumenti musicali al Dams dell'Universita' di Bologna, attraverso la rilettura della pittura vascolare apula di eta' classica, investiga i possibili antecedenti del tarantismo nei rituali misterici di Dioniso, con tutto il loro portato di simbologie, evocazioni e suggestioni che vertono sul tamburo e sull'aulòs quali veicoli della mania teléstica. Brenno Boccadoro, docente di musicologia all'Universita' di Ginevra, ripercorre il cammino della civilta' letteraria europea dall'antichita' classica all'eta' dei lumi alla ricerca dei temi piu' affascinanti che accomunano il tarantismo agli altri modi usati dall'uomo per applicare il potere psichico della musica alla ricomposizione delle passioni e alla riconquista dell'harmonia perduta. Gilbert Rouget, gia' direttore della sezione musicale del prestigioso Musée de l'Homme di Parigi ed autore della fondamentale monografia La musique et la transe, riesamina, non senza spunti critici, la teoria dell'"esorcismo coreutico-musicale" formulata a suo tempo da Diego Carpitella pervenendo all'ipotesi di un vero e proprio "teatro della possessione" con un suo canone liturgico. Luisa Cosi, docente di Storia della Musica al Conservatorio "Tito Schipa" di Lecce, identifica i numerosi punti di connessione ritmico-melodico-armonica esistenti fra le tarantelle seicentesche e alcune forme della tradizione popolareggiante del tardo rinascimento e del barocco (folia, moresca, misticanza…), proiettando poi l'analisi all'interno dell'esperienza musicale colta lungo tutto il XVII secolo con notevole proposta di partiture musicali poco note o proprio inedite individuate nelle maggiori biblioteche d'Europa. Stifani Luigi Io al santo ci credo Diario di un musico delle Tarantate. CD audio allegato. in collaborazione con l'istituto Ernesto De Martino, Sesto Fiorentino (FI) introduzione di Alessandro Portelli a cura di M.Nocera, L.Chiriatti, R.Raheli, S.Torsello. Pagine 230. Euro 19,00 Disponibilità: In commercio Luigi Stifani di Nardò (LE), violinista, terapeuta delle Tarantate, racconta 29 casi di Tarantismo guariti con le sue pizziche tarantate. Il manoscritto originale del Diario con Elenco del Tarantolismo e Biografia delle Tarantate di provincia e fuori provincia. In allegato un CD con cinque pizziche tarantate, suonate con violino, tamburello, organetto diatonico e chitarra, di cui due registrate nel 1959, per gentile concessione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, tratte dal vinile allegato alla prima edizione de La Terra del Rimorso di Ernesto de Martino e tre registrate nel 1998 (archivio Aramirè); inoltre due ballate composte, suonate e cantate da Luigi Stifani. Vallerius Harald, Swedenborg Emmanuel, Kahler Marte Tarantola iperborea Pagine 112 Nardò (LE), Besa, 2001 Euro 10,00 Disponibilità limitata, volume in esaurimento Vera e propria "sindrome alla moda" fra le curiosita' naturalistiche del secolo dei lumi, il tarantismo è ampiamente trattato da una triade prestigiosa di accademici del Settecento svedese. Dalle radici razionalistiche e cartesiane, il tema del morso della tarantola risale verso le vette della speculazione filosofica ambiguamente tentata dalla metafisica per corroborarsi, infine, della osservazione e del metodo sperimentale. Una letteratura che, inaspettatamente, rivela la fortuna di un argomento misterioso e affascinante in un contesto culturale remoto e diverso dal nostro.
N.B.: - Alcuni volumi sono disponibili in un numero di copie limitato. - I prezzi indicati possono essere soggetti a variazione da parte dell'Editore. - Non tutte le Opere sono presenti in libreria: coloro che volessero visionare le Opere elencate sono pregati di telefonare preventivamente.
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