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Autore: Arthur Crane Titolo: I veleni di Pompei. Romanzo. Traduzione di Lilli Monfregola. Nota introduttiva: Il luogo del delitto Descrizione: Edizione in formato 16° (cm 19,5 x 11,5); 177 pagine Luogo, Editore, data: Roma, Robin, settembre 2006 Collana: I Luoghi del delitto Prezzo: Euro 9,00 ISBN: 88-73712363 Disponibilita': In commercio
Nel 62 d.C. l'eruzione che distruggera' Pompei è ancora lontana e la citta' si trova nel pieno della sua attivita' e dei suoi traffici. Meleagro è un ex lanista, vale a dire organizzatore di giochi gladiatorii, che da Roma si è rifugiato nella piu' tranquilla Pompei. Qui sbarca il lunario utilizzando la sua perspicacia e la sua abilita' nel risolvere per altri "questioni scomode". Di aspetto non proprio attraente, è però molto ricercato dalle donne. Ama frequentare le bettole e il lupanare, metodo certo per sapere tutto di tutti. Ha il vizio del gioco e usando i suoi dadi raramente perde, grazie, secondo lui, al suo metodo infallibile e segreto; perché sono truccati, secondo gli altri. Nella casa di Giulio Polibio, ricco uomo d'affari candidato a una carica pubblica, muore improvvisamente Cornelia, la figlia di un magistrato. Meleagro viene fatto accorrere nel pieno della notte. Dietro adeguata ricompensa, Giulio Polibio lo esorta a risolvere quello scomodo inconveniente che svelerebbe un incontro amoroso clandestino e potrebbe pregiudicare la sua carriera politica. Meleagro ha però un sospetto: forse la ragazza è stata avvelenata e il vero obiettivo dell'assassino poteva essere proprio il padrone di casa. Mentre un forte terremoto squassa la colonia romana, Meleagro con il suo disincanto indaga per scoprire una verita' forse scomoda per molti, scoprendo i vizi nascosti di una Pompei che dietro i grandi spettacoli gladiatorii e i fasti dei potenti dell'epoca, nasconde i piu' sordidi intrighi.
Arthur Crane. Nato a New York nel 1972, è un giovane archeologo laureatesi alla prestigiosa facolta' di Archeologia di Yale. Studioso della vita quotidiana e degli aspetti piu' insoliti del mondo antico, ha indagato tra le fonti letterarie classiche (Grazio, Persie, Plauto, Petronio, Giovenale e Svetonio) per rimettere insieme le tante minuscole tessere del mosaico dell'Antica Roma. Alcune autorevoli riviste di archeologia pubblicano costantemente i suoi interventi.
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