| NAPOLI A OCCHIO NUDO - Renato Fucini |
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| Libri - Narrativa e Saggi Letterari | |||
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Neri Tanfucio, al secolo Renato Fucini (Monterotondo di Massa Marittima, 1843 - Dianella, Empoli, 1921), gia' noto poeta in vernacolo pisano e agli esordi come scrittore di Veglie, giunse alla stazione ferroviaria di Napoli il 3 maggio 1877. Nella Grotta degli Spagari, al Camposanto Vecchio, nei vichi addossati alla collina di Pizzofalcone, nel quartiere di Santa Lucia, il Fucini sul suo inseparabile taccuino annotò, schedò, raccolse con spirito goethiano tutto ciò che il suo occhio nudo riusci' a vedere, senza sfuggire i tanti sguardi di esistenze votate all'anonimia. Viaggiò anche nei dintorni di Napoli, visitando i paesi della Costiera amalfitana, Sorrento, Pompei, Capri, Avellino, Montevergine e, sulle orme del Goethe, ascese al Vesuvio. Scrisse pagine innervate da una prodigiosa vocazione letteraria, sapientemente unite ad uno stile vigoroso, non privo di una risentita passione civile e di una umanita' autentica che, talvolta, scritti coevi sulla questione meridionale non posseggono.
Benedetto Croce, severo critico di taluni viaggiatori venuti a Napoli in cerca di lazzaroni e di folclore, nella Storia d'Italia dal 1871 al 1915 riconobbe al Fucini di aver rese note, con la sua opera, «le misere condizioni igieniche e morali del popolino di Napoli, i fondachi, i bassi, la camorra». L'opera del Fucini conserva ancora oggi la consapevolezza morale e la limpidezza narrativa che, giusto 120 anni fa, questo viaggiatore disincantato riusci' ad avere scendendo nelle viscere di una delle piu' affascinanti quanto contraddittorie citta' d'Europa.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Febbraio 2011 16:34 |



Autore: Renato Fucini.