| LE POESIE DI EDUARDO DE FILIPPO |
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| Libri - Poesia | |||
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"Dopo aver scritto poesie giovanili, come fanno piú o meno tutti i ragazzi, questa attivita' divenne per me un aiuto durante la stesura delle mie opere teatrali. Questo mi portava sempre piú vicino alla essenza dei mio pensiero e mi permetteva di superare gli ostacoli. Per esempio, 'A gatta d'o palazzo e Tre ppiccerilli mi aiutarono ad andare avanti con Filumena Marturano.
Come la gatta lascia il biglietto da mille lire e mangia il cibo, cosí Filumena non mira al danaro di Domenico Soriano ma alla pace e alla serenita' dei suoi figli. I quali figli sono poi i tre bambini sotto un ombrello che vidi davvero una mattina in un vicolo di Napoli, uniti nella poesia, separati nella vicenda teatrale fino al momento della rivelazione di Filumena. Mentre scrivevo Questi fantasmi, per chiarire a me stesso il tormento di Pasquale Lojacono, ebbi bisogno di Io vulesse truva' pace. Talvolta l'impuntura riguarda questioni di linguaggio. Per esempio, per rendere vivo il modo d'esprimersi di Amalia Jovine nel secondo atto di Napoli Milionaria, scrissi L'enemi, avendo in mente il tipo di popolana napoletana che usa termini a lei inconsueti e cosí, per paura di sbagliare le finali delle parole, le elimina del tutto. Invece di dire «vitamina» dice «vitamí», invece di «anemia», «enemí»: l'eterna anemia del popolo napoletano... A poco a poco ci ho preso gusto e ora scrivo poesie anche indipendentemente dalle commedie. Fra le tante che si sono andate accumulando sul mio tavolo ho scelto quelle che piú mi piacevano per farne una raccolta di versi, alcuni gia' pubblicati in Il paese di Pulcinella e in 'O canisto, e altri inediti." EDUARDO DE FILIPPO
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| Ultimo aggiornamento Sabato 19 Maggio 2012 11:20 |



Autore: Eduardo De Filippo