| INNI A CINQUE VOCI. NAPOLI 1610 - Scipione Stella |
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| Libri - Musicologia | |||
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Figlio di una famiglia benestante della turbolenta e colta Napoli spagnola, Scipione Stella (1558/59-1622), per circa dieci anni primo organista della cappella musicale della Santa Casa dell'Annunziata - suo collega era stato il musicista franco-fiammingo Jean de Macque - decide di fare nuove esperienze ed entra alla corte di Carlo Gesualdo, principe di Venosa: Stella, musicista «favorito» del principe melomane - come ebbe a scrivere Emilio de' Cavalieri - è l'unico compositore ad accompagnarlo a Ferrara per le sue seconde nozze con Eleonora d'Este (21 febbraio 1594). Qui incontreranno il celebre Luzzasco Luzzaschi e faranno la conoscenza di Nicola Vicentino e del suo «Archicembalo», che stimolera' i futuri progetti di strumenti 'enarmonici' sperimentali di Stella.
Al principio del 1598 il suo 'mutar vita': entra cosi' nella Casa teatina di San Paolo Maggiore per diventare Chierico Regolare sotto la guida spirituale di sant'Andrea Avellino. Dal 1598 in poi, quindi, la sua biografia ecclesiastica si intreccia polifonicamente con quelle del Caravaggio, di Giovan Battista Marino, di Giovan Battista Manso con la sua Accademia degli Oziosi, del linceo Fabio Colonna: vale a dire, con alcuni dei principali protagonisti della cultura napoletana tra Cinque- e Seicento. In tempi moderni solo Guido Pannain ha capito, nel 1934, l'importanza degli Inni di Stella sia sul piano armonico che su quello espressivo. Gli ideali tridentini di semplicita' e purezza trovano proprio nelle composizioni di don Pietro Paolo Stella, qui per la prima volta pubblicate in partitura e registrate in compact disc, compiuta e raffinata realizzazione.
Elenco dei brani: 1 In Festo Corporis Christi (Pange lingua gloriosi corporis)
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| Ultimo aggiornamento Martedì 19 Ottobre 2010 17:33 |



Autore: Scipione Stella.