| LEGGE, POESIA E MITO. Giannone, Metastasio e Vico fra tradizione e trasgressione nella Napoli degli anni Venti del Settecento |
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| Libri - Musicologia | |||
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Nella Napoli asburgica, nel fervido e convulso periodo di transizione tra il crollo del dominio spagnolo e l'arrivo di Carlo di Barbone, Metastasio produsse il suo primo melodramma, Didone abbandonata. Il capolavoro, realizzando una straordinaria interazione tra i linguaggi della poesia, della musica e del teatro, suscitando rapporti con la pittura e la scena urbana, offriva una leggibilità del mondo del tempo che si misurava con quella espressa dal pensiero storico-giuridico e politico di Giannone, dal pensiero filosofico-antropologico e dalla poesia di Vico. Ascendenze culturali e teoriche comuni ai tre intellettuali, con l'ambizione di servire con le loro opere alla civilizzazione e alla democratizzazione della vita e della società napoletana, caratterizzarono i rispettivi e differenti linguaggi. Il ruolo e il significato dell'opera poetica di Pietro Metastasio, alla luce della fondativa esperienza con Napoli, con i suoi più rilevanti intellettuali, e delle prospettive di un giusto rinnovamento del futuro politico dell'Europa con l'Impero di Carlo VI d'Asburgo, vengono sottratti a immagini definitorie quanto riduttive e distorcenti proprie della storiografia ottocentesca e post-risorgimentale. Per queste l'opera letteraria di Metastasio non contribuisce alla formazione della coscienza del progresso morale e politico della nazione (De Sanctis), ovvero esprime autentica poesia solo nei rari momenti di abbandono al canto malinconico dei perduti amori giovanili, cioè come migliore espressione della lirica arcadica (Croce). Anche gli spunti critici di Antonio Gramsci sulla popolarità di Metastasio, come tendenza delle classi subalterne a identificarsi nei modelli di vita dei ceti dominanti - lirica anticipazione dell'ottocentesco romanzo d'appendice - appaiono oggi inadeguati e inadatti a identificare l'orizzonte artistico e morale della poesia metastasiana. La lingua poetica di Metastasio si formò con la profonda conoscenza delle letterature e della cultura del mondo classico, dei testi biblici, della tradizione letteraria italiana ed europea fino ai suoi giorni, del mondo di pulsioni, affetti e passioni umane, rappresentato in quei testi, e di quello della vita e dei rapporti sociali post-feudali della sua epoca.
Indice del volume:
Mario Valente Premessa in forma di Progetto Presentazione Giuseppe Galasso Metastasio e Napoli Sezione I GLI INTELLETTUALI E LA VITA CIVILE Raffaele Ajello Una cultura 'trasgressiva' nella formazione di Metastasio. Aspetti del dibattito epistemologico a Napoli negli anni Venti del Settecento Giuseppe Ricuperati Pietro Giannone da Napoli a Vienna, alle prigioni piemontesi:per una rilettura critica Stefano Gensini G. B. Vico e la tradizione della retorica civile e dell'ingegno: tra Napoli e l'Europa Giuseppe Giarrizzo Da Napoli a Vienna: il circolo meridionale della filosofìa del Metastasio Sezione II METASTASIO E LA TRADIZIONE Mario Valente Pietro Metastasio e il senso del "tradere" Fabrizio Lomonaco Tra "Ragion poetica" e vita civile: Metastasio discepolo di Gravina e Caloprese Giulio Ferroni Il Metastasio napoletano tra l’”Istoria civile" e la "Scienza nuova" Sezione III METASTASIO TRA TEORIA E PRATICA TEATRALE Maria Teresa Marcialis "Un'imperfetta tragedia che non può avere applauso fuori delle note e del canto". Il melodramma fra bizzarria e illusione Elena Sala Di Felice Non solo i classici: Metastasio lettore delle "Réflexions critiques sur la poesie et sur la peinture" di Jean-Baptiste Du Bos Francesco Cotticelli - Paolo G. Maione Funzioni e prestigio del modello metastasiano a Napoli: Saverio Mattei e le proposte di una nuova drammaturgia Fabrizio Coscia La scena del mito nel teatro di Metastasio Sezione IV METASTASIO E LA MUSICA Teresa M. Gialdroni "Quella grazia che non nasce dalla stravaganza". Osservazioni sul gusto musicale di Metastasio Cecilia Campa Metastasio, Napoli e l'Europa: omologazione del melodramma tra estetica dell'imitazione e modelli riformistici Paola Cinque La declamazione tra parlato e canto nel secondo Settecento e Pietro Metastasio Reinhart Meyer Die Rezeption der Dramen Metastasios im 18. Jahrhundert Sezione V METASTASIO E NAPOLI "INSTRUITA" E COSTRUITA Mario Alberto Pavone Riflessi del teatro metastasiano sulla pittura napoletana della prima metà del Settecento Leonardo Di Mauro Architettura e urbanìstica a Napoli al tempo di Pietro Metastasio APPENDICE Antonio Sorella Tre lettere autografe di Pietro Metastasio ad Anna de Amicis Indice dei nomi
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| Ultimo aggiornamento Martedì 25 Gennaio 2011 06:21 |



AutorI: Raffaele Ajello, Cecilia Campa, Paola Cinque, Francesco Cotticelli, Leonardo Di Mauro, Giulio Ferroni, Stefano Gensini, Teresa Maria Gialdroni, Giuseppe Giarrizzo, Fabrizio Lomonaco, Paologiovanni Maione, Maria Teresa Marcialis, Reinhart Meyer, Mario Alberto Pavone, Giuseppe Ricuperati, Elena Sala Di Felice, Antonio Sorella, Mario Valente, Agostino Ziino