| LUOGHI VIRGILIANI. Immagini nel tempo - Luciana Arbace |
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| Libri - Arte | |||
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La Mostra dei "Luoghi Virgiliani" che la Regione Campania ha voluto affidare alla Società Promotrice di Belle Arti, fra le molte iniziative promosse dal Comitato per le celebrazioni virgiliane, è forse quella che meglio corrisponde agli intenti di questo autorevole consesso. Egualmente alcune regioni e molte città dell'Italia centrosettentrionale – in molti periodi dell'anno letteralmente invase da turisti - s'inorgogliscono e menano vanto del loro passato e dei centri storici, che di quel passato sono altrettante testimonianze. Eppure la loro storia è spesso soltanto medievale. Soltanto noi in Campania non andavamo altrettanto orgogliosi di una civiltà e di una storia che pure hanno ben altro spessore. Esse vanno oltre il Medioevo e affondano radici fin nel VI, VII, Vili secolo avanti Cristo, quando i coloni greci s'insediarono sulle coste della nostra regione, da Posidonia, la Paestum dei Romani, fino a Cuma. Dunque una storia quella di Napoli e della Campania, che varia e intensa, procede senza soluzione di continuità nelle sue testimonianze per 2500 anni. E di cui l'età di Virgilio rappresenta un periodo estremamente interessante e importante per la civiltà mediterranea e di tutta la civiltà occidentale. Virgilio, infatti, non è soltanto il massimo poeta della latinità, il poeta di fama internazionale, la cui opera è alle radici della cultura dei paesi occidentali. Virgilio è anche la riscoperta di un mondo perduto, è tutta un' epoca in cui uomini di azione e di pensiero della Roma repubblicana prima e dell'Impero poi si davano convegno nella Campania Felix, dalle pendici del Vesuvio ai Campi Flegrei fin sotto Gaeta. Qui erano di casa - e molti infatti vi avevano le proprie ville - Silla, Augusto, Tiberio, Nerone, Adriano; e poi Lucullo, Plinio, Lucrezio, Stazio, Giovenale, Orazio e tanti altri. Ma soprattutto era qui di casa Virgilio. Il quale, nato a Mantova, fece della Campania Felix la sua terra di elezione, attrattovi, oltreché dall'amenità dei luoghi e dalla dolcezza del clima, anche, e forse soprattutto, dalla cultura greca e mediterranea. In Campania, a Napoli, pur morendo a Brindisi, desiderò riposare per sempre. E la sua tomba, a Posillipo, da Petrarca fino ai viaggiatori illustri dell'800, ha rappresentato la meta obbligata per quanti nei secoli si sono riconosciuti debitori verso la cultura classica. Verso quel mondo classico e quella civiltà mediterranea di cui appunto Virgilio è il maggior punto di riferimento, e che in Campania ci ha lasciato preziosissime e numerose vestigia. Su tali testimonianze aleggia la poesia di Virgilio e tutte le anima e le ricompone ad unità. Raffaele Raimondi
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| Ultimo aggiornamento Martedì 31 Gennaio 2012 16:58 |



Curatrice: Luciana Arbace