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EDIZIONE NAZIONALE DELLE OPERE DI GIAMBATTISTA DELLA PORTA EDITORE: EDIZIONI SCIENTIFICHE ITALIANE VOLUMI DISPONIBILI: Ars reminiscendi A cura di Raffaele Sirri Cod. ISBN: 8881141728 Pubblicato nel: febbraio 1996 Numero Pagine: XXXII+108 Formato: 16x23 Prezzo: Euro 14,00 DESCRIZIONE Manuale di mnemotecnica, ma anche di retorica. Richiamandosi direttamente ai classici, soprattutto ad Aristotele, Cicerone, Quintiliano, e riferendo lunghi passi di Plinio, di Seneca e della Rhetorica ad Herennium, il della Porta reimposta il problema storico dell'arte della memoria e sposta la parte precettistica e valutativa verso una sostanziale teatralizzazione dell'immagine, concordando con la correlazione-equazione umanistica della pittura come poesia muta e della memoria come pittura parlante. I segni alfabetici sono figure; rinviano a immagini ferme, ma componendosi e scomponendosi, secondo le leggi della retorica, mimano movimenti di mente e di cose. É aggiunta la traduzione italiana coeva, stampata nel 1566 e ristampata nel 1583. Coelestis physiognomonia A cura di Alfonso Paolell Cod. ISBN: 8881141086 Pubblicato nel: febbraio 1996 Numero Pagine: XXXII+356 Formato: 16x23 Prezzo: Euro 31,90 DESCRIZIONE La Celeste Fisionomia fu pubblicata per la prima volta a Napoli nel 1603 in sei libri. L'opera, redatta allo scopo di allontanare il sospetto della Santa Inquisizione per l'adesione del della Porta alle pratiche magiche ed astrologiche, intende dimostrare (ma l'autore non appare del tutto convinto) che la varietà dei caratteri delle persone non derivi tanto dagli influssi degli astri, quanto da fattori fisiologici naturali, ovvero dalla combinazione dei quattro umori con il freddo, secco, caldo e umido. Il volume contiene anche un piccolo trattato di nevologia e alcuni elementi di metoposcopia e rappresenta pertanto uno dei primi tentativi in età moderna di catalogazione naturale dei caratteri psicofisici delle persone. È aggiunta in appendice la traduzione dell'opera redatta nel 1614. Claudii Ptolemaei magnae constructionis liber primus A cura di Raffaella De Vivo Cod. ISBN: 8881149788 Pubblicato nel: gennaio 2000 Numero Pagine: XXIV+240 Formato: 16x23 Prezzo: Euro 21,69 DESCRIZIONE La traduzione in latino del I libro della Mathematica Syntaxis di Tolomeo, e del correlativo commento di Teone, pubblicata a Napoli da G.B. della Porta nel 1605, cade in un periodo denso di avvenimenti culturali e di attese. La Rivoluzione Copernicana viene allo scoperto ed esplode proprio intorno agli anni in cui il Della Porta componeva e pubblicava la sua traduzione che, comunque si consideri, è documento della storia testuale dell'opera di Tolomeo e, indirettamente, del difficile cammino della Rivoluzione Copernicana. In quegli stessi anni Galileo insegnava la Geometria di Euclide e l'Almagesto di Tolomeo allo Studio di Padova; ma nel 1610 pubblicava il Sidereus Nuncius, cui da lontano rispondeva plaudendo Keplero. Il Della Porta sta dall'altra parte; e certo non ignorando il valore scientifico e filosofico delle scelte, si immette nella complicata vicenda testuale dell'opera di Tolomeo, segnata nel Rinascimento dagli interventi decisivi del Bessarione, del Regiomontano, del Trapezunzio. De Aeris Transmutationibus A cura di Alfonso Paolella Cod. ISBN: 8881149419 Pubblicato nel: gennaio 2000 Numero Pagine: XLII+278 Formato: 16x23 Prezzo: Euro 24,79 DESCRIZIONE Nel 1610 G.B. della Porta, ormai settuagenario, pubblicò a Roma la sua ultima grande opera scientifica, De aeris transmutationibus, dedicandola a Federico Cesi, fondatore dell'Accademia dei Lincei. Una copia di questo trattato fu inviata dallo stesso autore al card. Federico Borromeo che allestiva in quegli anni la Biblioteca Ambrosiana di Milano. Il volume contiene, in polemica con Aristotele, una "summa" delle conoscenze di Meteorologia dall'antichità al XVI secolo e tratta, secondo la concezione dell'epoca, sia i fenomeni atmosferici (formazione e/o previsione dei venti, della pioggia, della neve, della grandine, dei fulmini, dei tuoni, ecc.) sia quelli terrestri (salinità e formazione del mare, formazione delle sorgenti dei fiumi, origine del Nilo, previsioni delle eruzioni vulcaniche e dei terremoti, acque termali, ecc.). Esso accoglie anche fenomeni curiosi e strani come quelli di uccelli e di cavalle fecondate dal vento, di pioggia delle rane, di pioggia di sangue, oltre ad una rara e terribile descrizione del terremoto che provocò, nel 1538, il sorgere del monte Nuovo nei Campi Flegrei.
De humana phsyiognomonia - libri sex A cura di Alfonso Paolella Pubblicato nel: maggio 2011 Numero Pagine: 672 Formato: 16x23 Prezzo: Euro 70,00 DESCRIZIONE Giovan Battista della Porta (Napoli 1535_1615) ha sperimentato fenomeni e costruito ipotesi interpretative della realtà umana e naturale, ha indagato su ragioni e significati di coincidenze fisiche, astronomiche e astrologiche nell’ambito di una visione ermetico_magica dell’universo. Scrittore prolifico, si è cimentato in trattazioni di ambiziosa prospettiva ed ha riversato il suo empito di geniale sperimentatore anche nell’attività letteraria, componendo commedie di strenuo vigore teatrale e aprendo la strada verso forme di teatro moderno. Accompagnato nell’opinione popolare dalla fama di mago, ma noto negli ambienti scientifici di tutta l’Europa per le sue sperimentazioni e per la molteplicità degli interessi, fu in rapporto epistolare e personale con gli studiosi più famosi del suo tempo. Inventò la camera oscura e lavorò intorno a molti congegni. Cercò a lungo la pietra filosofale, contestò al Galilei il primato dell’invenzione del cannocchiale. Nell’Accademia dei Lincei, chiamato da Federico Cesi a farne parte, ebbe posto di primo piano. Viaggiò molto, ma soprattutto viaggiavano i suoi libri, ricercati ovunque e tradotti in molte lingue, presenti tuttora, in uno sterminato numero di edizioni, in tutte le biblioteche del mondo. L’Edizione nazionale delle sue opere è stata impostata come contributo critico alla conoscenza dell’attività scientifica e letteraria di un tempo reso inquieto dalla crisi delle certezze della cultura rinascimentale. L’Humana Physiognomonia e la Magia Naturalis, più di tutte le altre opere, fin dal XVI secolo, resero famoso Della Porta in tutta Europa come mago e scienziato. Una fama che si sgretolò con l’avvento del Positivismo. L’Humana Physiognomonia costituisce una sintesi completa di tutte le concezioni su questa dottrina a partire dalla Physiognomica dello Pseudo_Aristotele fino al Rinascimento, attraverso gli autori greci, romani, arabi, medievali e contemporanei all’autore. Questo testo ha ispirato i lavori di Lavater (1772), ha influenzato la nascita della frenologia di Gall (1810), padre della moderna neuropsicologia e delle neuroscienze cognitive, ed ha pesato sulla nascita dell’antropologia criminale di Cesare Lombroso. La fisiognomica, ritenuta una pseudoscienza (anche se recenti studi americani tentano di darne uno statuto scientifico), mira a tracciare il ritratto psicologico e morale di una persona a partire dal suo aspetto fisico complessivo con il presupposto di un intimo legame tra corpo e anima, tra esteriorità e interiorità. Essa ha suggestionato i lavori di numerosi pittori, in particolare ritrattisti, a partire dal Rinascimento, ma anche le caricature dal ’700 in poi, nonché opere di letterati, soprattutto dell’800, come Balzac, Manzoni, Mastriani, ecc.
De Munitione libri tres A cura di Raffaella De Vivo Pubblicato nel: aprile 2010 Numero Pagine: 168 Formato: 17x24 Prezzo: Euro 21,00 DESCRIZIONE Giovan Battista della Porta (Napoli 1535_1615) ha sperimentato fenomeni e costruito ipotesi interpretative della realtà umana e naturale, ha indagato su ragioni e significati di coincidenze fisiche, astronomiche e astrologiche nell’ambito di una visione ermetico_magica dell’universo. Scrittore prolifico, si è cimentato in trattazioni di ambiziosa prospettiva ed ha riversato il suo empito di geniale sperimentatore anche nell’attività letteraria, componendo commedie di strenuo vigore teatrale e aprendo la strada verso forme di teatro moderno. Accompagnato nell’opinione popolare dalla fama di mago, ma noto negli ambienti scientifici di tutta l’Europa per le sue sperimentazioni e per la molteplicità degli interessi, fu in rapporto epistolare e personale con gli studiosi più famosi del suo tempo. Inventò la camera oscura e lavorò intorno a molti con gegni. Cercò a lungo la pietra filosofale, contestò al Galilei il primato dell’invenzione del cannocchiale. Nell’Accademia dei Lincei, chiamato da Federico Cesi a farne parte, ebbe posto di primo piano. Viaggiò molto, ma soprattutto viaggiavano i suoi libri, ricercati ovunque e tradotti in molte lingue, presenti tuttora, in uno sterminato numero di edizioni, in tutte le biblioteche del mondo. L’Edizione nazionale delle sue opere è stata impostata come contributo critico alla conoscenza dell’attività scientifica e letteraria di un tempo reso inquieto dalla crisi delle certezze della cultura rinascimentale. Con la pubblicazione del trattato De munitione, avvenuta a Napoli nel 1608, G.B. della Porta si inserisce nel processo di trasformazione dello sviluppo simbiotico di arti e scienze fisico_matematiche tipico del Rinascimento. Fondandosi sulla sua attività di studioso, lettore, traduttore, commentatore dei principali testi greci di matematica e di tecnica romano_ellenistica, Della Porta sostituisce alla figura dell’artista_ingegnere rinascimentale quella del teorico militare inteso come nuovo scienziato dei fenomeni urbani. L’architectus delineato dal Della Porta risponde alle nuove esigenze dei professionisti dell’arte delle costruzioni che, soprattutto a Venezia alla fine dcl ‘500, cercavano di ottenere un ruolo autonomo e specifico pur rimanendo al servizio della collettività. Il volume sviluppa numerosi argomenti di urbanistica militare con richiami sia al mondo classico sia contemporaneo, da Vitruvio a Machiavelli, arricchiti da riferimenti matematici e tecnici originali.
Elementorum curvilineorum libri tres A cura di Veronica Gavagna e Carlotta Leone Pubblicato nel: ottobre 2005 Numero Pagine: 212 Formato: 17x24 Prezzo: Euro 20,00 DESCRIZIONE Giovan Battista della Porta (Napoli 1535_1615) ha sperimentato fenomeni e costruito ipotesi interpretative della realtà umana e naturale, ha indagato su ragioni e significati di coincidenze fisiche, astronomiche e astrologiche nell’ambito di una visione ermetico_magica dell’universo. Scrittore prolifico, si è cimentato in trattazioni di ambiziosa prospettiva ed ha riversato il suo empito di geniale sperimentatore anche nell’attività letteraria, componendo commedie di strenuo vigore teatrale e aprendo la strada verso forme di teatro moderno. Accompagnato nell’opinione popolare dalla fama di mago, ma noto negli ambienti scientifici di tutta l’Europa per le sue sperimentazioni e per la molteplicità degli interessi, fu in rapporto epistolare e personale con gli studiosi più famosi del suo tempo. Inventò la camera oscura e lavorò intorno a molti congegni. Cercò a lungo la pietra filosofale, contestò al Galilei il primato dell’invenzione del cannocchiale. Nell’Accademia dei Lincei, chiamato da Federico Cesi a farne parte, ebbe posto di primo piano. Viaggiò molto, ma soprattutto viaggiavano i suoi libri, ricercati ovunque e tradotti in molte lingue, presenti tuttora, in uno sterminato numero di edizioni, in tutte le biblioteche del mondo. L’Edizione nazionale delle sue opere è stata impostata come contributo critico alla conoscenza dell’attività scientifica e letteraria di un tempo reso inquieto dalla crisi delle certezze della cultura rinascimentale. Nel 1601 G.B. della Porta pubblicò i Curvilineorum elementorum libri duo, un trattato di geometria delle figure curvilinee ispirato agli Elementa di Euclide. Negli anni successivi, Della Porta tornò a lavorare su questi temi e si convinse di essere riuscito a compiere un’impresa eccezionale: la quadratura del cerchio con riga e compasso. Decise quindi di modificare profondamente il testo del 1601, e nel 1610, grazie all’interessamento di Federico Cesi, vennero pubblicati gli Elementorum curvilineorum libri tres, il cui testo critico, ricostituito sulla base dell’edizione a stampa e di un autografo dellaportiano, è il risultato di un’analisi filologica che si è estesa anche ai disegni geometrici. Al di là del paralogismo relativo alla quadratura del cerchio, gli Elementorum curvilineorum libri tres presentano risultati non privi di una certa eleganza relativi alla quadratura di lunule ed arseli, mentre la quadratura di fantasiose figure curvilinee rivela il gusto dellaportiano per una sorta di mirabilia matematici, ricondotti a spiegazioni razionali tramite piccoli «trucchi» degni di un autentico prestigiatore.
Pneumaticorum libri tres A cura di Oreste Trabucco Pubblicato nel: gennaio 2009 Numero Pagine: 214 Formato: 17x24 Prezzo: Euro 30,00 DESCRIZIONE Giovan Battista della Porta (Napoli 1535_1615) ha sperimentato fenomeni e costruito ipotesi interpretative della realtà umana e naturale, ha indagato su ragioni e significati di coincidenze fisiche, astronomiche e astrologiche nell’ambito di una visione ermetico_magica dell’universo. Scrittore prolifico, si è cimentato in trattazioni di ambiziosa prospettiva ed ha riversato il suo empito di geniale sperimentatore anche nell’attività letteraria, componendo commedie di strenuo vigore teatrale e aprendo la strada verso forme di teatro moderno. Accompagnato nell’opinione popolare dalla fama di mago, ma noto negli ambienti scientifici di tutta l’Europa per le sue sperimentazioni e per la molteplicità degli interessi, fu in rapporto epistolare e personale con gli studiosi più famosi del suo tempo. Inventò la camera oscura e lavorò intorno a molti conegni. Cercò a lungo la pietra filosofale, contestò al Galilei il primato dell’invenzione del cannocchiale. Nell’Accademia dei Lincei, chiamato da Federico Cesi a farne parte, ebbe posto di primo piano. Viaggiò molto, ma soprattutto viaggiavano i suoi libri, ricercati ovunque e tradotti in molte lingue, presenti tuttora, in uno sterminato numero di edizioni, in tutte le biblioteche del mondo. L’Edizione nazionale delle sue opere è stata impostata come contributo critico alla conoscenza dell’attività scientifica e letteraria di un tempo reso inquieto dalla crisi delle certezze della cultura rinascimentale. Nel 1601, traendo dalla propria celebre enciclopedia, la Magia naturalisnuova costola, Giovan Battista della Porta dava in luce i Pneumaticorum libri tres. Vi confluivano la pluriennale esperienza, nutrita in compagnia del dotto fratello Gian Vincenzo, dei testi antichi, le conoscenze acquisite nei viaggi, la volontà di compiacere il gusto dei propri mecenati per una materia dilettevole e artificiosa quale l’idropneumatica. Uomo di libri, ben più di quanto amasse dichiararsi, secondo un peculiare eclettismo, qui mescidava il mai deposto Aristotele con la scienza, restaurata dalla filologia umanistica, di Archimede e di Erone Alessandrino. E assai più di quanto apparisse prima facie, l’operetta data alle stampe era per una sua parte cospicua commento agli Pneumatikà di Erone, riportati in auge dalla versione latina del 1575 compiuta dall’illustre matematico urbinate Federico Commandino. Largamente fruiti tra Cinque e Seicento gli Pneumatikà eroniani, e con diversi intenti: dallo sforzo di suffragare una teoria della materia alternativa a quella peripatetica, e invece corpuscolarista, al piacere di rifarne le macchine ingegnose per adornare incantevoli giardini come quello di Villa d’Este a Tivoli, che della Porta conosce e menziona per esserne proprietario il suo protettore cardinal Luigi. Ben presto, nel 1606, veniva a stampa una versione italiana dei Pneumaticorum libri tres dellaportiani. Traduzione incondita, fitta di travisamenti deprecabili, ad opera di un inidentificabile soi_disant Juan Escrivano. Ma arricchita di nuova materia testuale, senza dubbio proveniente dallo scrittoio di della Porta. Ciò che reclama una volta di più una vigile ecdotica per le opere del naturalista napoletano e attesta la complessa diacronia che ne caratterizza i testi
Teatro. primo tomo - tragedie A cura di Raffaele Sirri Cod. ISBN: 8849500947 Pubblicato nel: gennaio 2000 Numero Pagine: XXVI+446 Formato: 16x23 Prezzo: Euro 35,12 DESCRIZIONE Le tragedie di G.B. della Porta (La Penelope, Il Georgio, L'Ulisse) hanno avuto scarsa fortuna letteraria e ancor più scarsa fortuna teatrale. Ma, aggiunte alle numerose commedie da lui prodotte, segnalano un'attività teatrale ambiziosa, attestata su un fronte culturale aperto ad un uditorio ampio e indifferenziato. Leggendo le partiture delle tragedie avvertiamo che la tenuta del dialogato supera la rigidezza del genere letterario, travolge le resistenze narrative di molte sequenze, tende all'inveramento plastico delle vicende. La rappresentazione mimetica non è strumento di comunicazione ma fine. E se ciò non vale ad allargare il respiro artistico di questi scritti, vale a conferire ad essi una funzione storica e teatrale ampiamente positiva e ricca di futuro. Teatro. secondo tomo - commedie A cura di Raffaele Sirri Cod. ISBN: 8849502567 Pubblicato nel: aprile 2002 Numero Pagine: XXVI+550 Formato: 16x23 Prezzo: Euro 42,00 DESCRIZIONE Alle cinque commedie che vengono presentate in questo II torno del Teatro di G.B. della Porta seguiranno altre cinque nel III e quattro nel IV, ordinate secondo le date accertate di prima stampa. Le commedie di questo torno furono edite, dall'autore o col suo consenso, fra il 1589 e il 1601, e riedite successivamente numerose volte fino ai nostri giorni, a segnalare il successo che le accompagnò: non vistoso ma consistente e continuo, aperto a interpretazioni di critica letteraria, teatrale, sociologica. Il significato della riproposta che ora se ne fa in Edizione Nazionale si inscrive nel ventaglio di domande e di risposte che esse suggeriscono in funzione di una conoscenza più penetrante e vigorosa del mondo che le produsse e della scia che lasciarono dietro di sé. L'attività teatrale (fitta e lunga) il Della Porta la visse dapprima come divertimento (magari come pausa del suo lavoro ben più intenso e impegnativo di scienziato, di ricercatore, di inventore di congegni tecnici), ma la continuò come sperimentazione, nell'intento dichiarato di ammodernare il teatro secondo una più aggressiva invenzione scenica e linguistica, richiamando sul palco le ombre di Menandro, Epicarmo, Plauto. Teatro. quarto tomo- commedie A cura di Raffaele Sirri Cod. ISBN: 8849504152 Pubblicato nel: marzo 2003 Numero Pagine: VIII+380 Formato: 16x23 Prezzo: Euro 31,00 DESCRIZIONE In questo quarto torno del 15° volume della Edizione nazionale delle opere di G.B. della Porta si presentano quattro commedie pubblicate, e presumibilmente composte, negli ultimi anni di vita dello scrittore: La chiappinaria 1609, La furiosa 1609, I duo fratelli simili 1614, La tabernaria 1616. Un certo irrigidimento di battute linguistiche e di azione è forse possibile avvertirlo nelle parti del pedante e di altre figure tipiche. Ma è un irrigidimento di maniera, riscattato dalla effervescenza inventiva della dizione, dal gusto scenico, dalla satira. Una commedia come la Tabernaria, così ricca di personaggi lesti di mano e di lingua, è un esempio di rara abilità. Eppure è quella che, per essere stata stampata postuma (l'A. era morto nel 1615), ha più ragioni di altre di essere attribuita a tarda età. Il fatto è che il giudizio sull'opera teatrale del della Porta va commisurato al suo programma di rinnovamento dell'arte drammatica; un programma che, se da una parte indulge a ripristini classicistici, dall'altra apre, in modi chiaramente definitivi, al parlato e al popolare della lingua. Il volume si conclude con un indice di nomi di persone, di personaggi, di luoghi, che, per ricchezza e varietà, più che come strumento tecnico di ricerca, si propone come strumento culturale di accertamento e valutazione. De ea naturalis physiognomoniae parte quale ad manuum lineas spectat libri duo A cura di Oreste Trabucco Cod. ISBN: 8849503962 Pubblicato nel: marzo 2003 Numero Pagine: CII+166 Formato: 16x23 Prezzo: Euro 22,00 DESCRIZIONE Settembre 1610: la Congregazione dell'Indice rifiuta la licenza di stampa del trattato chiromantico, ultima parte del corpus fisiognomico, che della Porta da anni tenta invano di dare in luce. Nel 1637, Francesco Stelluti annunzia la pubblicazione dell'inedito trattato, ma anch'egli deve cedere agli ostacoli frapposti dalla censura ecclesiastica. Nel 1677 Pompeo Sarnelli potrà recuperare l'operetta dellaportiana e volgerla in italiano: le nubi che avevano pesato sull'inquieta esistenza dell'autore sono ormai lontane, e della Porta, grazie all'immutata fortuna editoriale europea, può essere assunto nel novero dei numi tutelari della cultura. Il testo latino, restato inedito attraverso i secoli, può ora fondarsi sull'autografo recentemente emerso da una biblioteca canadese, e ci restituisce una vivida immagine del lavoro segreto soggiacente all'elaborazione del trattato, una fitta trama di scrupoli, pentimenti, autocensure emblematici non solo dell'opera di della Porta, costruita a ridosso del baratro dell'eterodossia, ma anche dei processi redazionali peculiari dei testi di età controriformistica.
Villae Libri XII - Tomo I A cura di Francesco Tateo Pubblicato nel: marzo 2010 Numero Pagine: 432 Formato: 17x24 Prezzo: Euro 50,00 DESCRIZIONE Giovan Battista della Porta (Napoli 1535_1615) ha sperimentato fenomeni e costruito ipotesi interpretative della realtà umana e naturale, ha indagato su ragioni e significati di coincidenze fisiche, astronomiche e astrologiche nell’ambito di una visione ermetico_magica dell’universo. Scrittore prolifico, si è cimentato in trattazioni di ambiziosa prospettiva ed ha riversato il suo empito di geniale sperimentatore anche nell’attività letteraria, componendo commedie di strenuo vigore teatrale e aprendo la strada verso forme di teatro moderno. Accompagnato nell’opinione popolare dalla fama di mago, ma noto negli ambienti scientifici di tutta l’Europa per le sue sperimentazioni e per la molteplicità degli interessi, fu in rapporto epistolare e personale con gli studiosi più famosi del suo tempo. Inventò la camera oscura e lavorò intorno a molti congegni. Cercò a lungo la pietra filosofale, contestò al Galilei il primato dell’invenzione del cannocchiale. Nell’Accademia dei Lincei, chiamato da Federico Cesi a farne parte, ebbe posto di primo piano. Viaggiò molto, ma soprattutto via ggiavano i suoi libri, ricercati ovunque e tradotti in molte lingue, presenti tuttora, in uno sterminato numero di edizioni, in tutte le biblioteche del mondo. L’Edizione nazionale delle sue opere è stata impostata come contributo critico alla conoscenza dell’attività scientifica e letteraria di un tempo reso inquieto dalla crisi delle certezze della cultura rinascimentale. Nei dodici libri della Villa di Giovan Battista della Porta confluisce, in forma cnciclopedica, la rivisitazione dei classici dell’agricoltura e la ricerca botanica che gli umanisti condussero fra Quattro e Cinquecento con criteri filologici e talora sperimentali. Il numero notevole delle opere consultate e l’articolazione del discorso divulgativo, le numerose classificazioni e le informazioni riguardanti l’economia della vita rurale non fanno dimenticare allo scrittore la sua utilità sul piano medicinale e in genere del benessere e ricordano al lettore moderno i classici trattatisti della villa’, oltre alla curiosità per la differenza delle specie, per il problema della loro filologica, tradizionale e talora volgare, denominazione. Ma, soprattutto, il punto sulle conoscenze in materia di agricoltura con l’attenzione rivolta alla catalogazione e all’ordinamento, accanto al gusto per l’aspetto piacevole del mondo vegetale, anticipa il futuro obiettivo accademico degli orti botanici, oltre a proseguire il disegno rinascimentale di collegare la natura all’opera attiva e contemplativa dell’uomo divenuto centro del mondo. Il primo torno, comprendente in quattro libri le informazioni circa la dimora di campagna, i due tipi di macchia e la coltivazione, inizia una sorta di visita della Villa ideale, che sarà completata nei due torni successivi con i libri sul frutteto, l’oliveto, la vigna, gli arbusti, i due tipi di giardino, i seminati e la prateria.
Villae - Libri XII - Tomo II A cura di Francesco Tateo Pubblicato nel: dicembre 2011 Numero Pagine: 372 Formato: 16x23 Prezzo: Euro 43,00 DESCRIZIONE Giovan Battista della Porta (Napoli 1535_1615) ha sperimentato fenomeni e costruito ipotesi interpretative della realtà umana e naturale, ha indagato su ragioni e significati di coincidenze fisiche, astronomiche e astrologiche nell’ambito di una visione ermetico_magica dell’universo. Scrittore prolifico, si è cimentato in trattazioni di ambiziosa prospettiva ed ha riversato il suo empito di geniale sperimentatore anche nell’attività letteraria, componendo commedie di strenuo vigore teatrale e aprendo la strada verso forme di teatro moderno. Accompagnato nell’opinione popolare dalla fama di mago, ma noto negli ambienti scientifici di tutta l’Europa per le sue sperimentazioni e per la molteplicità degli interessi, fu in rapporto epistolare e personale con gli studiosi più famosi del suo tempo. Inventò la camera oscura e lavorò intorno a molti congegni. Cercò a lungo la pietra filosofale, contestò al Galilei il primato dell’invenzione del cannocchiale. Nell’Accademia dei Lincei, chiamato da Federico Cesi a farne parte, ebbe posto di primo piano. Viaggiò molto, ma soprattutto viaggiavano i suoi libri, ricercati ovunque e tradotti in molte lingue, presenti tuttora, in uno sterminato numero di edizioni, in tutte le biblioteche del mondo. L’Edizione nazionale delle sue opere è stata impostata come contributo critico alla conoscenza dell’attività scientifica e letteraria di un tempo reso inquieto dalla crisi delle certezze della cultura rinascimentale. La coltivazione degli alberi da frutta e quella dell’olivo dovevano essere prevalenti nell’economia agricola del Mezzogiorno ed avere un particolare rilievo nella scienza e nella pratica agricola, se Giovan Battista Della Porta, quando affrontò la trattazione dell’agricoltura, si rivolse inizialmente a percorrere ed esplorare il Pomarium e l’Olivetum della sua ‘Villa’ ideale. Prima ancora, infatti, di diventare il quinto e il sesto libro del complessivo trattato, i due libri raccolti in questo tomo II uscirono a stampa, separatamente, ed ebbero una fortuna indipendente anche dopo la pubblicazione dell’intero trattato, che dava loro una sistemazione organica nell’architettura così accuratamente studiata delle sue dodici tappe: anzitutto la scelta e conduzione del centro gestionale, poi la zona non coltivata della macchia e i modi della coltivazione (libri I_IV), quindi il frutteto e l’oliveto che riguardano piante arboree (libri V_VI), infine la vigna e gli altri arbusti, il giardino e il prato, che saranno argomento degli altri due tomi (libri VII_IX, X_XII). Se al frutteto il Della Porta dedica lo spazio maggiore, sviluppando un vero trattato di frutticoltura, in cui trovano posto le tecniche di coltivazione e di potatura degli alberi, le molteplici forme d’innesto, le caratteristiche peculiari delle numerose specie frutticole a lui note, accanto alla storia di ciascuna, all’indicazione delle esigenze climatiche, pedologiche e agronomiche, all’elencazione delle varietà diffuse a Napoli e nell’Italia meridionale, non manca nel libro successivo una descrizione dettagliata delle forme di coltivazione dell’olivo tipiche delle diverse contrade e della produzione olearia nella sua varietà. La fortuna singolare del Pomarium e dell’Olivetum si riflette nell’apparato di questo tomo, il quale dà conto, oltre che delle fonti, anche della duplice redazione del testo. ---------------------------------------------- La fisionomia dell'huomo et la celeste Numero Pagine: 971 Formato: 14x21 Rilegato Prezzo: Euro 120,00 Editore: Castel Negrino DESCRIZIONE: Testo fondamentale per lo studio della fisionomica e dei rapporti tra l’uomo e la sfera celeste. Ristampa del testo edito nel 1652 in italiano. FINE
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